Titolo
E prese fra le dita la notte
Autrice
Daniela Stefanutto
Editore
Lindau
Sinossi
Storia di un individuo e di chi la narra, storia di un’Istituzione (il manicomio prima di Basaglia) e di un periodo storico, questo libro è un esempio riuscitissimo di docufiction: è il racconto di una ricerca sul campo, il diario di un’ossessione (quella dell’autrice per il cugino internato) e un romanzo corale in cui si intrecciano le voci di medici e internati, infermieri e testimoni involontari. Poco importa se alcune voci sono soltanto immaginarie. Nell’abilissima tessitura della narrazione tutto serve a restituirci i lineamenti di una vita perduta nel labirinto di una struttura concentrazionaria, specchio di una società perbenista e repressiva. Un antiromanzo eterogeneo, postmoderno.
Questa è la storia di una persona, Giuseppe, ma è anche la storia di chi la narra; è la storia di un’istituzione (il manicomio prima di Basaglia) e di un periodo storico. È il racconto di una ricerca sul campo (una vera e propria inchiesta) e il diario di un’ossessione (quella dell’autrice per suo cugino internato a San Servolo, il manicomio di Venezia); è un romanzo corale in cui si intrecciano le voci di medici e internati, infermieri e testimoni involontari.
Biografia
Daniela Stefanutto si è laureata in Storia Contemporanea presso l’Università di Bologna con una tesi sul senso della morte nell’Ottocento. Ha continuato per alcuni anni a svolgere ricerca storica, dedicandosi poi all’insegnamento negli istituti superiori. Alcuni suoi racconti sono usciti in piattaforme e opere collettive. E prese fra le dita la notte, il suo romanzo d’esordio pubblicato da Lindau, è stato segnalato all’ultima edizione del Premio Calvino.