Venetarium 4: “Radici mobili”
Il 30 gennaio 2026 a Palazzo Giacomelli a Treviso avrà luogo la quarta edizione della giornata di studi Venetarium organizzata dal Premio Comisso in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari e l’Università degli Studi di Verona, che presenta al pubblico le voci più autorevoli della narrativa veneta degli ultimi anni. Il titolo scelto quest’anno è Radici mobili.
Radici mobili è un ossimoro, le radici sono per definizione statiche, anche nell’accezione metaforica del termine: mettere radici, radicarsi…, come possono quindi essere mobili? Eppure questa apparente contraddizione sembra rappresentare esattamente l’identità veneta. Regione con un alto tasso di emigrazione, nel cuore del Novecento per la grande povertà, oggi per cercare lavoro anche in campi di prestigio come le università, il Veneto non ha mai perso l’attenzione per la sua identità, anche nelle sue derive più populiste. Sembra che le radici restino intatte e ben radicate nel terreno, anche quando sono mobili.
La letteratura recente in Veneto ha lavorato su questa contraddizione e la nostra giornata Venetarium rappresenta questa doppia sensibilità. Partiamo da un maestro, Ferdinando Camon, il cantore degli sconfitti, di chi in Veneto ha conosciuto la povertà e la marginalità. È la radice prima, che è affondata nel tempo. Aggrapparsi si chiama la prima sezione, e affronta proprio il rapporto degli scrittori d’oggi con gli scrittori del passato: cosa significa riconoscere un’eredità, delle radici?
Dopo aver ricostruito il rapporto con i maestri, nel pomeriggio vediamo come raccontare il Veneto oggi, come fare i conti con le nostre radici. Partiamo da una narrazione potente, quella di Francesco Sossai nel film di sorprendente successo Le città di pianura e, a partire da lì, scopriamo come Affondare nel terreno veneto, come raccontarlo, come valorizzarlo o criticarlo.
Ma, come si è detto, le radici sono mobili. Così nell’ultima sessione affrontiamo il tema dello Sradicarsi, di abbandonare fisicamente il Veneto, pur restando in qualche modo connessi alla sua identità.
Attraverso questo articolato percorso, la giornata presenta le voci più nuove e originali della narrativa veneta degli ultimi anni, mettendole accanto a un maestro come Ferdinando Camon e a narrazioni molto popolari ma anche originali e profonde che vengono dal cinema.
Secondo i curatori Alessandro Cinquegrani, ordinario di Letteratura Italiana Contemporanea all’Università Ca’ Foscari, e Gianluigi Bodi, fondatore e direttore del blog senzaudio: «Si tratta dell’edizione forse più strutturata di Venetarium, che affronta un vero proprio percorso, un’evoluzione, che offre spunti di riflessione che vengono dal passato e guardano al futuro. Partire dalla voce di Ferdinando Camon per noi è motivo di orgoglio. Si tratta di un salto di qualità rispetto agli anni precedenti e speriamo che il pubblico lo percepisca».
PROGRAMMA
30 gennaio 2026 ore 9:30 – 18.00.
Palazzo Giacomelli, Treviso.
Mattina 9.30
Intro
Ferdinando Camon in dialogo con Alessandro Cinquegrani
Sessione 1: Aggrapparsi
Roberto Ferrucci: Il mondo che ha fatto
Marco Lazzarin: L’ultima primavera di Kronenberg
Elena Rui: Vedove di Camus
Premio Venetarium
Pausa lavori
Pomeriggio 14.30
Intro
Francesco Sossai: Le città di pianura (film), in dialogo con Emmanuela Carbé
Sessione 1: Affondare
Giulia Scomazzon: 8.6 gradi di separazione
Massimo Cracco: Corpi di Cristo
Francesco Vidotto: Onesto
Sessione 2: Sradicarsi
Emanuele Pettener: It’s Saturday You Left Me and I’m So Beautiful
Annalisa Menin: L’Anna che verrà
Michele Orti Manara: Le maschere del massacro
Per informazioni e adesioni:
info@premiocomisso.it; premiocomisso.it; 0422294276



