Il romanzo “8,6 gradi di separazione” di Giulia Scomazzon è l’opera vincitrice del Premio Venetarium Labomar, alla sua seconda edizione, assegnato oggi a Treviso, Palazzo Giacomelli – Spazio Confindustria Veneto Est, nel corso della quarta edizione di Venetarium l’incontro annuale dedicato alla letteratura veneta promosso dall’Associazione Amici di Comisso e coordinato da Alessandro Cinquegrani e Gianluigi Bodi.
Il premio prevede un contributo di 3.000 euro per la traduzione e pubblicazione dell’opera in un Paese estero.
Giulia Scomazzon è nata a Vicenza nel 1987. Ha un dottorato in Letterature e Media e nel 2021 ha pubblicato il saggio sul “true crime” Crimine, colpa e testimonianza (Mimesis). Nel 2023 con nottetempo ha pubblicato La paura ferisce come un coltello arrugginito (vincitore del Premio Bagutta Opera Prima).
La Giuria è composta da scrittori, critici letterari, docenti, giornalisti culturali e librai che hanno segnalato libri editi nel 2025 e meritevoli del riconoscimento. La prima edizione è stata vinta da Inventario di quel resta dopo che la foresta brucia, di Michele Ruol, poi nella cinquina finalista del Premio Strega 2025.
Per questa edizione, la Giuria ha valutato complessivamente 30 opere e ha inoltre segnalato: “La levatrice di Nagyrev” di Sabrina Zuccato (Marsilio), “Il mondo che ha fatto” di Roberto Ferrucci (La nave di Teseo) e “La vedova di Camus” di Elena Rui (L’Orma).
Il Premio è sostenuto da Labomar Spa, azienda trevigiana attiva a livello internazionale nel settore della nutraceutica e sensibile alla cultura del proprio territorio in chiave anche di responsabilità sociale e sostenibilità, che raccoglie il testimone di una tradizione di mecenatismo culturale promosso dalle imprese venete, ad esempio nei premi letterari come il Campiello e il Marzotto oltre che nello stesso Premio Comisso sostenuto da un attivo gruppo di ‘aziende amiche’ del territorio.
“Ci complimentiamo con Giulia Scomazzon e ci auguriamo che grazie anche al Premio Venetarium Labomar la sua opera possa essere conosciuta e apprezzata anche all’estero e abbia ulteriore risonanza anche nel nostro Paese – spiega Ennio Bianco Presidente dell’Associazione Amici di Comisso -. Un grande ringraziamento a Labomar e al suo fondatore e Amministratore Delegato Walter Bertin per il sostegno attivo e lungimirante al Premio Venetarium e all’Associazione Amici di Comisso per le sue attività culturali. Questo Premio e tutto Venetarium riflettono ogni anno una comunità letteraria veneta particolarmente vivace capace di intercettare le trasformazioni e i nuovi linguaggi con opere che ‘trovano’ poi noi lettori, in Italia come all’estero, nella tradizione dei grandi autori del passato“.
Il fondatore e Amministratore Delegato di Labomar dichiara: “Congratulazioni a Giulia Scomazzon per questo riconoscimento e all’Associazione Amici di Comisso per il lavoro attento e appassionato che fa di Venetarium un osservatorio prezioso sulla letteratura di oggi. Questo Premio rappresenta per Labomar un impegno che si rinnova e si rafforza, perché crediamo nel valore della cultura come spazio di crescita e confronto. Dopo una prima edizione che ha confermato la qualità e la vitalità della narrativa veneta contemporanea, siamo felici di sostenere anche quest’anno un’opera capace di parlare il linguaggio del nostro tempo e di attraversare confini culturali e geografici. La traduzione e la diffusione internazionale di un libro offre alle storie la possibilità di incontrare nuovi mondi, lettori e sensibilità. È un modo concreto per restituire valore al nostro territorio, proiettandolo in una dimensione più ampia, aperta e dialogante.“
Venetarium è l’appuntamento annuale che fa il punto sulla letteratura veneta contemporanea promosso dall’Associazione Amici di Comisso di Treviso dal 2023 insieme all’Università Ca’ Foscari di Venezia, con il suo Dipartimento di Studi umanistici, e da quest’anno anche dall’Università di Verona. “Radici mobili” è il titolo di Venetarium 4, che riceve il patrocinio e il sostegno del Comune di Treviso, di Confindustria Veneto Est, di Iniziative Unindustria Treviso, di Fondazione Centro Marca Banca e della Camera di Commercio di Treviso Belluno.
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da sx Walter Bertin (fondatore e AD di Labomar) Giulia Scomazzon e Ennio Bianco (Presidente Associazione Amici di Comisso)