Recensioni a “Il secondo ritorno” di Giuliano Gallini

“Il secondo ritorno” di Giuliano Gallini

Anche in questo secondo romanzo di Giuliano Gallini ritroviamo tra i protagonisti un personaggio letterario. Se ne “Il confine di Giulia”, l’autore narrava un amore infelice di Ignazio Silone, qui siamo di fronte al grande scrittore polacco Joseph Conrad e alla sua insoddisfazione per l’ultimo romanzo scritto. Il lavoro ha qualcosa che non funziona. L’opera è stata rifiutata dagli editori perché sono assenti i tratti marinari ed esotici, tipici della produzione conradiana. “Il ritorno”, questo il titolo, è un romanzo psicologico, è il tentativo di Conrad di interpretare il pensiero delle donne, senza riuscirci. Nonostante le consulenze della moglie Jessie e della governante Fanny, Conrad non trova lo spunto per completare il romanzo al meglio. Spunto decisivo che, nel mezzo di una vera e propria crisi creativa, Joseph potrebbe trovare proprio grazie a uno strano mistero che ha recentemente sconvolto il paesino dell’Essex: la sparizione di Alice Ticknor.
Se il romanzo di Gallini inizia a Stanford-le-Hope nel 1897, sorprendentemente ci troviamo nel secondo capitolo a Milano in una storia del presente. Agnese è una persona di talento, una filmaker in crisi creativa che ha deciso di lasciare il fidanzato Leo. Il trait d’union tra la storia del presente e quella del passato sta proprio, oltre che nella crisi creativa di Conrad e Agnese, tra la protagonista de “Il ritorno” che in una lettera scrive al proprio marito che lo lascia, ma torna a casa pentita nella speranza che il suo lui non l’abbia letta e Agnese, che allo stesso modo, lascia un biglietto d’addio e va via di casa, ma, a metà strada, si pente e decide di tornare indietro, sperando di rincasare prima di Leo e distruggere il biglietto. La storia di Agnese termina con un finale spiazzante e doloroso. 
La struttura del libro si alterna su due piani passato-presente che si intersecano e che ruotano attorno all’animo umano e alle sue infinite sfaccettature, ed è proprio questo continuo saltare da un piano all’altro che rende la lettura molto piacevole e piena di spunti di riflessione.

Enrichetta Cadorin