“Il rianimatore” di Antonella Presutti

Titolo:

Il rianimatore:

Autore:

Antonella Presutti

Editore:

Arkadia

Sinossi:

Petare, sobborgo di Caracas. In questa località si snoda un romanzo corale i cui protagonisti, nonostante siano avvinti da vissuti lacerati, si muovono con delicate cadenze, immersi in una prosa asciutta e incisiva che crea passaggi narrativi fortemente suggestivi, carichi di una potenza evocativa, lirica. Anche laddove il racconto inclina verso sentieri aspri, la lingua viene in soccorso esaltando l’estetica, rendendola istanza nella sua nuda verità e bellezza. Le memorie danno vita a un coro polifonico ben orchestrato: voci melodrammatiche, vissute, sventurate, ferite, baciate e guarite dalla poesia, alla luce tersa di un realismo tutto latino-americano che è fuoco e insieme cuore del romanzo in cui ardono i demoni esistenziali, gli sconfitti, redenti e purificati dalla magia salvifica della parola nel sempiterno binomio vita/morte, il cui nodo da sciogliere è appannaggio del rianimatore. Rianimatore di chi o di cosa? In questo caso di piante, metafora e motivo conduttore dell’intero romanzo che, come ricordano Maria e Rodríguez, suggerisce che a ogni ferita corrisponde una guarigione, a ogni fine, la rinascita o la trasformazione.

Biografia:

Antonella Presutti Insegna Italiano e Latino nei licei. Ha scritto alcuni saggi con Simonetta Tassinari, Un processo carbonaroIl Molise prima del MoliseLa miseria della democrazia, e il romanzo Lascia che spunti il mattino americano, alla sua seconda edizione. Con Licia Vigliaridi ha scritto il pamphlet Il fu Mattia Bazar, con Rossella Gianfagna Lettera (agli studenti) sulla politica e, con Adele Fraracci, Ridare la cicuta a Socrate (Rubbettino, 2019). Ha pubblicato i romanzi Stabat Mater (Edilazio, 2011), Nevica poco e male (Gilgamesh Edizioni, 2017) e La nebbia sale dalla terra (2020, Emersioni), da cui è tratto uno spettacolo di recitazione e musica. Numerosi contributi e saggi sono inseriti in riviste e pubblicazioni specialistiche.