“Qui dovevo stare” di Giovanni Dozzini

Titolo:

Qui dovevo stare

Autore:

Giovanni Dozzini

Editore:

Fandango Libri

Sinossi:

Luca Bregolisse, detto il Brego, imbianchino quarantenne che se può lavora in nero, ha un passato da ragazzo dei centri sociali, una moglie a casa a cui non dà mai retta, una figlia piccola, un padre pensionato e comunista – che, quando è stato il momento, ha votato per la mozione Occhetto che ha ammazzato il partito – e un dipendente marocchino di nome Nabil pieno di guai, molti dei quali da ricondurre al figlio minorenne Mohamed, detto Massimino, che spaccia e ogni tanto scompare. Il Brego lo sa come funzionano le cose, che prima in provincia tutti si stava meglio, senza immigrati e senza ladri, tanto che adesso è giusto pensare al porto d’armi, tra un caffè corretto con il suo amico il Tordo e un’occhiataccia della madre, che da morta gli si è appollaiata tra il sopracciglio e la tempia e non gli parla. Solo che le cose si complicano quando Massimino torna a casa pestato dalla polizia e poi si dilegua, Nabil smette di presentarsi al lavoro per andarlo a cercare, e la vita quotidiana fatta di paste al sugo, appuntamenti serali e puntate al bar sembra uscire dai suoi binari. A quel punto, il Brego dovrà decidere se pensare a loro, a risolvere le cose come vorrebbe la moglie Pamela, o pensare a sé come vuole lui e costruirsi un futuro diverso da quello che gli è stato riservato. “Qui dovevo stare” racconta sedici giorni tra le maglie di un ragionamento interiore senza scampo e senza sconti, in un’escalation di disillusione e intolleranza, offrendo al lettore un rovesciamento di prospettiva provocatorio sulla mentalità e le scelte politiche di un Paese allo sbando, in cui il tessuto sociale è esploso e chi votava falce e martello oggi vota a destra, perché più del resto vale la paura.

Biografia:

Giovanni Dozzini (Perugia, 1978) è giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi Il cinese della piazza del Pino (Midgard, 2005), L’uomo che manca (Lantana, 2011), La scelta (Nutrimenti, 2016) e E Baboucar guidava la fila (Minimum Fax, 2018), con cui ha vinto lo European Union Prize for Literature 2019, al momento in corso di pubblicazione in dodici paesi. È tra gli organizzatori del festival di letteratura ispano-americana Encuentro.