Recensioni a “La bambina dagli occhi d’oliva” di Davide Grittani

La bambina dagli occhi d’oliva“di Davide Grittani

Una nota scrittrice italiana disse una volta che la famiglia è il coacervo di tutti i mali e, aggiungo io, questa drammatica caratteristica non pertiene solo ed esclusivamente alla famiglia italiana. Ogniqualvolta leggo di incidenti, delitti, soprusi che accadono all’interno delle “sante” mura domestiche non posso fare a meno di pensarci. Davide Grittani costruisce la trama del libro attorno a uno di questi segreti inconfessabili, un dramma che colpisce come fulmine a ciel sereno il protagonista e che, poco a poco, si rivela un vero e proprio vaso di Pandora.La verità che siamo costretti ad affrontare in questo caso, nel caso de “La bambina dagli occhi d’oliva”, la troviamo, celata dietro una carta da parati, così, casualmente, come tutto ciò che si rivela capace di stravolgerci la vita, nel bene e nel male. Disegni di bimbo/a che nascondono una tragedia vissuta, ma mantenuta celata per così tanti anni dietro un millimetro di carta. Ma tutto ciò non è scontato, il “viaggio” che è costretto a intraprendere Sandro Tanzi non è semplice e, soprattutto, facile, semplicemente perché spesso, come ci dice l’autore, “La verità è un bicchiere di fiele”Quello che caratterizza il libro è, nonostante il tema, come l’autore riesca perfettamente a mantenere il dovuto distacco da entrambe le parti, sia dalla vittima che dal carnefice, sino alle ultime pagine del libro. E questo grazie anche all’uso sapiente della lingua, calda e coinvolgente, per merito della quale prevale sempre un’infinita tenerezza, persino nei momenti in cui dovrebbero invece prevalere sentimenti quali rabbia e dolore. Il libro, quindi, non è un’invettiva, e nemmeno un freddo resoconto di cronaca nera. É piuttosto il racconto di un uomo dall’aspetto gradevole e dal carattere disincantato, ma consapevole del fatto che la colpa non è mai imputabile solo ed esclusivamente al carnefice, ma quasi sempre si cela dietro i vetri spessi e opachi che abbiamo issato all’occorrenza tra noi e ciò che non vogliamo vedere, “Dietro i vetri oscurati ci siamo giocati l’Italia”. Mi sono soffermato parecchio su questa frase, perché è dietro queste frasi, dietro queste parole che ritroviamo il pensiero dell’autore, ed è una fortuna quando ciò accade, e anche un piacere, soprattutto quando ci sentiamo sulla stessa medesima lunghezza d’onda.
Riccardo Sapia

“La bambina dagli occhi d’oliva” di Davide Grittani (Arkadia Editore) è un romanzo concentrato nella densa suspense, nello smarrimento della distorsione sensoriale, nell’espediente della tensione emotiva. L’opera stimola fortemente e vorticosamente gli stati d’animo del lettore e mette in risalto il cammino spietato, malvagio e vertiginoso compiuto dal protagonista del libro Sandro Tanzi. Lo scenario assillante trascina la trama in una morsa ostile che avvolge la seduzione funesta della paura, nell’artificio perverso del presentimento, nel fascino sospeso delle verità nascoste, nelle imprevedibili rivelazioni. Davide Grittani esegue un’interpretazione macabra e violenta, cruda, svela la soggezione a un male oscuro e ambiguo, esplora il processo psicologico della mente umana scoprendo dall’ombra interiore l’incoscienza fatale dei personaggi. Intuisce l’estrema insidia della percezione, diffonde nelle pagine parole come indizi, frammentati nelle svolte improvvise degli intrecci narrativi, dissacrando la soglia della coscienza. Ogni dichiarazione è un’intermittenza nella ragione dell’autore, una lettura decodificata attraverso pensieri, immagini e residui connessi alle pulsioni dei conflitti repressi, esiliati dal giudizio.
Rita Bompadre