Recensioni a “Nella pietra e nel sangue” di Gabriele Dadati

“Nella Pietra e nel sangue” di Gabriele Dadati

Si dice che la cupezza del suono di una testa che sbatte sulla pietra sia direttamente proporzionale alla quantità di materia grigia in essa contenuta. Il lettore non può dunque che dispiacersi due volte, la prima per la drammatica fine di Pietro della Vigna, accecato e disperato, e la seconda per quel povero fanciullo che lo accompagnava e che quel suono deve averlo sentito chiaramente vista la profonda intelligenza ed erudizione del logoteta di Federico II. Viene naturale dire povero fanciullo ma se non fosse proprio così?Tutto parte da una ricerca accademica di Dario, giovane dottorando con l’obiettivo di fare bella figura, o del suo professore di farla fare a sé, alla Normale. Cosa ha spinto un uomo fedele e potente come Pietro della Vigna, braccio destro dell’imperatore, ad un gesto del genere? Se lo sarà chiesto Boccaccio ed ora pure Dario. Certo è invece il biasimo di Dante che lo spedì nella Selva dei Suicidi sotto forma di arbusto infelice tra arpie e cagne infernali. La risoluzione dell’enigma quindi è il filo rosso che collega le vicende quotidiane di Dario, innamorato perso di Lucia, a quelle di Pietro della Vigna, “innamorato” del suo imperatore ma non solo. Questa ricerca tra Roma, Piacenza, Parigi e Pisa si rivelerà sempre più sorprendente ma svelerà anche qualcosa di cui tutti siamo consapevoli ovvero che a guidarci è sempre l’amore, nelle sue varie forme: palese quello di Dario, taciuto quello di Pietro.Romanzo che alterna un passato misterioso, tanto quanto il futuro, al presente in un intreccio narrativo che ne rende vorace la lettura. Il racconto della vicenda di Pietro della Vigna rappresenta inoltre la rivincita di quei personaggi per la storia secondari solo perché nascosti dall’ombra di imperatori, re o monarchi non sempre di pari valore.

Marco Menini

C’era una volta un re. Un sovrano grande e potente, imperatore del Sacro Romano Impero. Amava la musica, le scienze e la poesia, e sapeva circondarsi di cultura e bellezza.
C’era accanto a lui un fido consigliere, poeta e cantore, che con le arti diplomatiche aveva saputo conquistarsi il potere e la sedia più vicina al trono.
C’era tra loro una donna, voce misteriosa nella notte, sposa promessa del potente imperatore. C’erano baroni e cortigiani, c’erano battaglie e città da espugnare, Papi da gestire e terre da conquistare, c’erano dubbi e malvagità, tradimenti e castighi.
E un uomo cieco e disperato, che in un lampo di follia, forse di estrema lucidità, infranse il suo intelletto contro il granito di un muro sacro.
C’è oggi un ragazzo, colmo di vita e di futuro, che scava nel passato per trovare la spinta che condusse quell’uomo in un girone dantesco di anime imprigionate.
C’è una storia che si intreccia e un libro che la racconta, una copertina gialla e trecento pagine da divorare.

Valentina Regonesi