Recensioni di “L’ultima notte di Antonia Canova” di Gabriele Dadati

“L’ultima notte di Antonio Canova” di Gabriele Dadati

Recensioni

L’autore dice di essersi innamorato di Canova nel 2005 e facendo un po’ di conti doveva avere ventitré anni, l’età giusta per innamorarsi con consapevolezza. E questo amore traspare tra le pagine, nelle parole che mette in bocca all’artista, nei pensieri che gli attribuisce. Il titolo rispecchia appieno il contenuto del romanzo, sono infatti le ultime due notti di vita dello scultore ma il racconto, in modo molto intrigante, narra del tormentato rapporto, nei primi mesi del loro matrimonio, dell’Imperatore Napoleone e della sua giovane moglie Maria Luisa, che Canova visse molto da vicino e dal quale venne travolto. Dalla finestra della sua camera si sentono l’aria, gli odori, i suoni di una Venezia ormai in decadenza, presagi della morte che ormai si sta avvicinando. I ricordi personali dell’artista, della sua infanzia, della giovinezza, sono rare perle, intrisi di nostalgia e rammarico, con immagini molto poetiche, tra i quali compaiono dubbi e debolezze, che lo rendono umano e lontano dal mito che il tempo e le sue opere ci hanno portato a vedere. E’ un susseguirsi di passioni, di intrighi nei quali aleggia la disarmante dolcezza di Antonio e chiudendo il libro, all’ultima pagina, ho avuto la consapevolezza di amarlo anch’io.
Franca Tamai

C’è la Storia e ci sono le storie. Ci sono Antonio Canova, Napoleone Bonaparte, Maria Luisa d’Austria: personaggi di cui tanto, tantissimo è stato scritto. Personaggi messi sotto la lente d’ingrandimento degli storici che ne hanno documentato e setacciato le vite. Gabriele Dadati è andato oltre: partendo da uno studio metodico – puntualmente narrato – ha intervallato fatti realmente accaduti a zone di penombra ricche di mistero. Con l’immaginazione che solo un romanziere può avere, le ha illuminate lentamente, svelando, con un’abile gestione della tensione, i segreti e i tormenti che le hanno accomunate nel 1810. Ne è nato un romanzo che sbircia nelle stanze segrete dei protagonisti rendendoli più umani, e più fragili, di quanto abbiamo imparato a conoscerli. Arte, politica, religione, potere, guerra, paternità, passioni, sensi di colpa e rimpianti si mescolano con la grazia e la forza che l’artista di Possagno usava nelle sue opere. Un omaggio appassionato ed elegante all’arte e alla letteratura.
Federica Augusta Rossi