Francesco Maino: “I Piavenauti: Giovanni Comisso”

Il penultimo degli apostoli che hanno contribuito alla mia formazione, forse il più irregolare, il più vitale, quello che riesce a rovesciare le parole sui fogli come fossero cose, e con il quale è sempre irrinunciabile il confronto, è Giovanni Comisso, già vincitore del Premio Strega nel 1955 con la raccolta di racconti: “Un gatto attraversa la strada”. Penso, in particolare, a una novella, per me cruciale come una sacra scrittura, dal titolo: “Lungo il torrente”, contenuta nella raccolta titolata: Il grande Ozio, uscita, in Italia nel 1964, con l’editore Longanesi.
È bene anticipare che tutta la produzione di Comisso è da considerarsi il movimentato d’un nastro esistenziale che funziona trasformando le parole in cose (sensuali)…

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