“Il cantiere di Berto” di Carlo Piano

Titolo:

Il cantiere di Berto

Autore:

Carlo Piano

Editore:

edizioni e/o

Sinossi:

Una corsa contro il tempo per ricostruire il ponte crollato, un amore che si affaccia quando i capelli stingono nel bianco, un cane che non ha nome. La vita di Berto, professione geometra, enigmista per passione, sta per cambiare. Questo, almeno, lui spera. Sono i mesi frenetici del grande cantiere sul Polcevera. Tra i mille operai di questo cantiere, di questo luogo magico sospeso tra dolore e speranza, ci lavora anche lui: Berto fa il caposquadra e non è un mestiere comodo. I riflettori sono puntati su Genova, potenti d’ogni sorta si mostrano in passerella, la gente si assiepa davanti al recinto per seguire la rinascita del viadotto. C’è bisogno di riscatto: c’è una ferita da curare, quella della fiducia smarrita nella tragedia. Che ne sarà del suo ponte? Lo accudiranno gli stessi che hanno lasciato andare in malora il suo predecessore? Il nuovo ponte cresce sano e forte, riempiendo il vuoto che rende orfano il cielo sopra il quartiere di Certosa. Cresce come il figlio che Berto avrebbe desiderato. I politici smaniano per tagliare il nastro, la magistratura indaga sulle colpe del disastro, i parenti delle vittime invocano giustizia, la società che aveva in gestione il vecchio viadotto resiste agli assalti affidandosi a legioni d’avvocati. Il governo tentenna sulle decisioni da prendere e la gente di Certosa si scopre smarrita. Berto sente sfuggire le ultime occasioni della vita, e sa che non torneranno indietro. Ci vuole coraggio a decidere. E lui deve trovarlo per evitare lo scempio: del ponte, dell’amore ritrovato e della sua vita stessa.

Biografia:

Carlo Piano avrebbe dovuto forse fare l’architetto, dicono, ma così non è andata. Che aggiungere? Può darsi interessi qualche particolare biografico: nato a Genova – più precisamente a Pegli, nella periferia di Ponente – nel 1965 sotto il segno dell’Acquario, si è laureato in Lettere. Diventato giornalista, ha lavorato nelle redazioni di diversi quotidiani e settimanali a Milano. L’11 settembre 2001 si trovava a fare uno stage al New York Times, e non può dimenticare quelle urla lancinanti: My God e tutto il resto di dolore… Il 14 agosto 2018 si trovava al mare in Liguria e non potrà mai dimenticare lo sgomento del ponte che crollava con il suo carico di vite.
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Ha scritto per Feltrinelli, assieme al padre Renzo, Atlantide, pubblicato anche in inglese da Europa Editions e vincitore del premio letterario Caccuri. Sempre per Feltrinelli è uscito il libro illustrato Alla ricerca di Atlantide. Ha inoltre curato due libri per Skira sulla bellezza che si nasconde anche nelle periferie: il Giambellino a Milano e Marghera. Gli piacciono i cani, ma non quelli piccoli e dall’abbaio isterico. Gli piacciono i cantieri, perché ogni giorno sono diversi da quello precedente. Così ha scritto questo romanzo. Il suo piatto preferito è il cappon magro, se non sapete cos’è potete trovare la ricetta su Wikipedia.