“Il capitano della Torre di Galata” di Cristiano Caracci

Titolo: Il capitano della Torre di Galata

Autore: Cristiano Caracci

Editore: Santi Quaranta

Sinossi: Un tempo lontano i piccioni si gettavano in picchiata dalla Torre genovese di Galata a Istanbul: gareggiavano discoli e impavidi, ma non toccavano terra sollevandosi in volo sornioni al momento risolutivo. Il capo delle guardie, il capitano Solimano, al termine del suo mandato nella cittadina greca di Astros, dopo tanti scontri e violenze con i nazionalisti ellenici, ritorna alla Torre; la ascende con nostalgia, e intanto ritornano i ricordi di una giovinezza spensierata.
La Torre di Galata, in questo romanzo lieve, evocativo, fascinoso che intreccia la grande storia con la piccola storia, è simbolo di una vita pacifica e serena. A Solimano piace un’esistenza discreta e pigra, intessuta di piccoli piaceri domestici; ama ascoltare le civette di notte quando è a letto con la sua donna; ama sostare sotto le tamerici guardando placidamente il mare. Siamo in Morea di Grecia, dove gli ottomani dominatori, musulmani, convivono in armonia con i greci cristiano-ortodossi: essi frequentano ad Astros l’Osteria Lagoudera, “luogo ecumenico” nel quale si incontrano amicizia e tolleranza, e si fanno grandi bevute.
Il nazionalismo greco, però, romperà la pace quotidiana di quei luoghi bellissimi, aizzato da una famiglia magnatizia ellenica proveniente da Odessa, allora in Russia, nel 1822. Da quel momento avvengono strani omicidi, si spezza l’arco della solidarietà tra etnie diverse. Vendette, massacri, atrocità impegneranno i greci e i turchi, gli uni contro gli altri, sino alla più feroce disumanità, ma alla fine nel romanzo Il capitano della Torre di Galata prevarrà il dolce e giocoso rimpianto di un tempo felice.
Cristiano Caracci con quella sua lingua mnemonica, vibratile e luminosa, che odora degli inchiostri di antichi libri di storia, riconferma le sue straordinarie doti di narratore che affabula immaginoso conquistando lo sguardo e il cuore del lettore.

Biografia: Cristiano Caracci è nato a Udine il 24 agosto 1948. Dopo la laurea in giurisprudenza all’Università di Trieste, ha intrapreso la professione di avvocato civilista, con studio nella capitale del Friuli.
Affascinato dalla gloriosa storia di Ragusa Dubrovnik, la piccola-grande repubblica marinara adriatica, ha al suo attivo diverse opere che la riguardano, tra le quali spiccano particolarmente il suggestivo romanzo La luce di Ragusa, Santi Quaranta 2005 (due edizioni), e Il tramonto di Ragusa, Santi Quaranta 2015, dove lo scrittore ne focalizza il declino. Per i tipi della stessa Editrice è uscito anche L’Adriatico insanguinato, 2014, un’avvincente opera narrativa sulla guerra di Chioggia, scoppiata nell’estate del 1379, che vide fronteggiarsi Genova e Venezia.