“Max Fox o le relazioni pericolose” di Sergio Luzzatto

Titolo: Max Fox o le relazioni pericolose

Autore: Sergio Luzzatto

Editore: Einaudi

Sinossi: Nella primavera del 2012, Massimo De Caro viene arrestato per avere svaligiato l’antica biblioteca dei Girolamini di Napoli, di cui si è fatto nominare direttore. È l’epilogo di una parabola esistenziale che nel giro di quindici anni ha trasformato «Max Fox», bravo ragazzo di provincia, studente svogliato e bibliofilo dilettante, non soltanto in un predatore seriale di libri antichi, ma anche in un falsario prodigioso, e in un faccendiere spregiudicato. Forse, però, la rocambolesca vicenda di De Caro non parla soltanto di lui. Parla di un mondo che è il nostro: il mondo post-verità e post-onestà. Ed è sotto la spinta di questo dubbio civile che Sergio Luzzatto accetta il rischio di una «relazione pericolosa». Incontra il detenuto De Caro, ne studia i moventi, ne ricostruisce le reti. Coniugando lo sguardo analitico dello storico alla passione affabulatoria del narratore, trasforma la vicenda di un uomo nel romanzo di un’epoca.

Biografia: Sergio Luzzatto insegna Storia moderna all’Università di Torino. Studioso della Rivoluzione francese e del Novecento italiano, da Einaudi ha pubblicato L’autunno della Rivoluzione (1994), Il corpo del duce (1998 e 2011), Il Terrore ricordato (2000), La crisi dell’antifascismo (2004), Padre Pio (2007 e 2009), Bonbon Robespierre (2009), Il crocifisso di Stato (2011), La mummia della repubblica(2011), Una febbre dal mondo (2016), I bambini di Moshe (2018) e Max Fox (2019). Ha curato inoltre, con Victoria de Grazia, i due volumi del Dizionario del fascismo (2002-2003) e, con Gabriele Pedullà, i tre volumi dell’Atlante della letteratura italiana.