“Ostaggi d’Italia” di Dario Borso

Titolo:

Ostaggi d’Italia

Autore:

Dario Borso

Editore:

Exorma

Sinossi:

Tre diari di soldati semplici, che cercano di tornare a casa dopo mesi e anni di guerra e prigionia, e tre disfatte di Stato: Adua, Caporetto e L’armistizio dell’8 settembre. Testimonianze autentiche che illuminano mezzo secolo di Storia Italiana dal 1896 al 1945.L’alpino di Belluno, il granatiere e il marinaio trevisani scrivono in modo elementare, claudicante, a volte sgrammaticato ma riescono a farci rivivere in pieno la loro condizione, la trincea, la paura, la sconfitta, lo spaesamento, la volontà di sopravvivere. Dario Borso racconta come ciascuno di questi brevi testi si venuto alla luce e ne ricostruisce con grande attenzione storico critica le trascrizioni, le fasi di revisione e di riscrittura di Giovanni Comisso, il contesto culturale e le vicende editoriali.Sono pagine inedite (correlate da foto di repertorio, di oggetti personali e manoscritti) che attraversano le zone più intime di vite modeste, persone ostaggio di guerre certamente non volute, gettate d’autorità sul campo di battaglia, nei luoghi della disfatta.

Biografia:

Dario Borso (Cartigliano 1949), già docente di Storia della Filosofia alla Statale di Milano e di Estetica alla Facoltà di Architettura del Politecnico, traduce e scrive. Noto soprattutto per le curatele di varie opere di Kierkegaard, Celan e Arno Schidt, ultimamente ha pubblicato un’antologia di Georg Trakl (Quaranta Poesie, Giacometti & Antonello), l’edizione commentata di un romanzo breve di Jean Paul (Viaggio a Flatz, De Vecchio), e suoi per Exorma Tre quadernetti indiani e per Prospero Celan in Italia.