Paolo Malaguti, La reliquia di Costantinopoli

editore: Neri Pozza

Da un viaggio a Istanbul Paolo Malaguti è rientrato con un romanzo storico su uno degli eventi più determinanti per la nostra cultura: la conquista dell’Europa orientale da parte dei Turchi nel XV secolo.
Semifinalista al Premio Strega 2016

Sinossi

1565, Venezia. Una tomba viene trafugata per recuperare un diario del 1452, unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane.
Un secolo prima Adrianopoli, strappata agli Ottomani, offriva uno spettacolo raccapricciante: torture, condanne a morte, etc.. L’intento del Sultanoè chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di assediare Costantinopoli, la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo e arca del maggior numero di reliquie cristiane.
L’autore del diario, il giovane Gregorio, ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per il suo socio, per il quale, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute.
Tra imboscate, fughe ed enigmi, i due compongono un romanzo d’avventura ampiamente realistico, grazie ad una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente le architetture, le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, il clima del momento.

 

L’autore

Nato a Monselice nel 1978, Paolo Malaguti si è laureato in Lettere moderne e dal 2004 insegna.
Sul Grappa dopo la vittoria (6a edizione nel 2014) è stato il suo esordio nel 2009; sono seguiti Sillabario veneto e I mercanti di stampe proibite.