Recensioni a “L’allodola” di Rosangela Percoco e Giovanna Ginex

“L’allodola” di Rosangela Percoco e Giovanna Ginex

Rosangela Percoco e Giovanna Ginex presentano la bella biografia romanzata di Fernanda Wittgens, donna vulcanica e geniale. Fu la prima donna in Italia a capo di un museo prestigioso quale la Pinacoteca di Brera. Durante la Seconda Guerra Mondiale mise in salvo i capolavori a lei affidati, scortandoli personalmente nei luoghi ritenuti più sicuri. Antifascista convinta aiutò molti ebrei a fuggire.Fernanda nasce a Milano nel 1903 da una famiglia austro-ungherese. Appassionata fin da bambina dell’Arte, si laurea in Storia dell’Arte e inizia la sua carriera come insegnante per entrare poi come “operaia avventizia” alla Pinacoteca di Brera. Qui mette subito in mostra le sue competenze e la sua totale dedizione divenendo presto l’assistente del sovrintendente Ettore Modigliani. Sarà un sodalizio lunghissimo e fruttuoso che resisterà alle leggi razziali – Modigliani è ebreo, e in quanto tale verrà allontanato dall’incarico – alla guerra, alla prigione, alle distruzioni. Nel 1940 viene nominata Direttrice di Brera, stravincendo il concorso. É la prima donna in Italia a ricoprire un incarico così prestigioso. Il suo pensiero immediato è quello di mettere in salvo dai bombardamenti e dai nazisti i tesori che le sono stati affidati, è un’impresa titanica, che realizza grazie alla rete di conoscenze, alla capacità di coinvolgere, di raccogliere fondi, di responsabilizzare dipendenti ed amici. Contemporaneamente, con un gruppo di donne milanesi prende parte, sotto la facciata ufficiale della beneficenza e dell’assistenza, a una straordinaria rete di solidarietà femminile che opera in appoggio ai carcerati e ai perseguitati politici e che aiuta ad espatriare ebrei e oppositori al regime. Viene tradita, arrestata insieme alle altre donne della rete e imprigionata. Al termine della guerra riprende il suo posto a Brera, lavora alacremente al salvataggio e al restauro del Cenacolo di Leonardo, affrontando grosse difficoltà e responsabilità nell’affidare il restauro all’équipe di Mario Pellicioli. Cesare Brandi, all’epoca direttore dell’Istituto Centrale del Restauro, negava l’opportunità stessa di restaurare il Cenacolo, giudicando il capolavoro, dopo il bombardamento del ’43, irrimediabilmente perduto. Nel 1950, dopo le devastazioni belliche, riconsegna a Milano e ai milanesi la Pinacoteca con tutti i suoi capolavori, convince il comune di Milano all’acquisto della “Pietà Rondanini” di Michelangelo e insieme a Franco Russoli – suo successore – organizza la grande retrospettiva dedicata a Picasso con l’esposizione, tra le altre opere, di Guernica. Fernanda Wittgens muore di tumore nel 1957.È stata una lettura appassionante non solo per le vicende della vita di Fernanda Wittengs, ma anche per la narrazione accurata e vivida caratterizzata da un’intensa partecipazione.

Roberto Conte