Recensioni di “All’ombra del vecchio tiglio” di Ornella Protopapa

“All’ombra del vecchio tiglio” di Ornella Protopapa

La cattiveria, l’altruismo. La bontà, l’egoismo. La ricerca del bene e del suo trionfo. E’ il filo che lega e colora i fogli della Storia, gli eventi e i personaggi con l’inchiostro dei sogni dell’autrice. Certezze, paure, dubbi e speranze trasposte sulle due protagoniste. E ferite che ci portiamo dentro inconsapevolmente. Che prendono il via con delle ginocchia sbucciate nella calura del Salento. E da lì tanti lembi di ferite. Antiche di secoli o di un attimo. Che lacerano l’anima o donano la vita. Perché “il bene può continuare ad esserci, nonostante tutto”. E può correrti accanto, cercarti in sogno. Tra fede e speranza. Tra alberi con radici profonde e taumaturgia. In una spianata cotta dal sole che scompare all’ombra di tigli tanto profumati da segnare le vite. Per chi sa che non esistono incastri, coincidenze o destini. Ma solo una forza che “prolifera di amore puro”. Che si stempera in atmosfere rarefatte, in ore dilatate, in ombre di sconvolgimenti intimistici, nel riflesso del mare, nell’odore del vento. Nell’attimo interrogativo per ogni padre e certezza per ogni figlio. Nel turbinio di intrecci, tralci e rami. Di odori e sapori quando l’aria è ferma nell’afa e la terra di Otranto torna a mischiarsi con il sangue di morte, gli umori di una nuova vita, le grida dei fantasmi e quelle dei nostri giorni. Con un cielo fosco di ingiustizie sociali e “di silenzio omertoso”. Ma il bene autentico, cristiano, evangelico ha radici profonde, odore intenso e solidità caparbia. Come un tiglio. Un bene che è donna, “figlia di Otranto, delle sue bellezze, dei suoi profumi”. E sa di sabbia, di terra, di mare, di sangue. E di legami.

Luca Blasi