Reensioni a “Dai tuoi occhi solamente di Francesca Diotallevi

“Dai tuoi occhi solamente” di Francesca Diotallevi

Un paio di anni fa ho visto a Milano una bella mostra alla Fondazione FORMA. Raccoglieva 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta, insieme a una selezione di immagini a colori, scattate negli anni Settanta da Vivien Maier, una donna che per vivere ha fatto la bambinaia e di cui sappiamo pochissimo, anzi sconosciuta fino al 2007. La ritrovo adesso nel romanzo di Francesca Diotallevi immaginata e arricchita dalla fantasia dell’autrice come una donna austera ma allo stesso tempo discreta, decisa e intransigente nei modi. Quella di Diotallevi è una Vivian ventottenne, che risponde ad un annuncio di ricerca di una tata per due bambini. Ed è proprio da questo momento che le vicende si alternano su due piani temporali: il presente, come bambinaia, presso la famiglia Warren e il passato di Vivian bambina, trascinata da una madre astiosa da una casa all’altra, da un continente all’altro, strappandola ogni volta dagli affetti e dalle amicizie, impedendole di mettere radici. È un romanzo sulla solitudine, sull’incapacità di vivere e di creare legami e l’invadere l’intimità degli altri, anche se solo con la macchina fotografica, forse le faceva sentire meno doloroso il peso della sua solitudine.
Molto di questo romanzo è frutto della fantasia dell’autrice, ma a me piace pensare che le cose siano andate proprio così.

Roberto Conte