Arte e impresa: il connubio per la scommessa di Stonefly

La relazione stereotipata tra arte ed impresa è quella di due poli contrapposti che non riescono a trovare un punto d’incontro: si tratta invece, nella realtà, di due facce della stessa medaglia che raffigura i diversi aspetti dell’espressione e della creatività umane.

In questa direzione, l’azienda Stonefly, di Montebelluna, leader da oltre vent’anni nella produzione di calzature innovative, dal 2010 ha promosso il premio “Walking with Art – Stonefly Art Prize”, in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua la Masa, culla delle più interessanti e giovani menti artistiche e creative del Triveneto.

In effetti, Andrea Tomat, alla guida dell’azienda, in un’intervista ha affermato:

“Oggi ciò che fa la differenza è la creatività. E l’arte in questo è un forte valore aggiunto, un investimento per il nostro capitale umano che ha bisogno di regole di riferimento ma anche di grande libertà d’azione. Credo, inoltre, sia fondamentale creare opportunità concrete per valorizzare i giovani e i loro talenti. Le idee, le sperimentazioni, la vera innovazione non possono che scaturire dalla loro curiosità e inventiva”.

 

Il progetto vuole appunto raccontare il legame tra cultura d’impresa e cultura artistica, attraverso il dialogo. Il premio, che ogni anno prevede un tema specifico che i giovani artisti devono interpretare, è giunto alla sua settima edizione, vinta da Gioele Peressini, classe 1990, laureato in Arti Visive e dello Spettacolo allo Iuav di Venezia, avvicinatosi dal teatro al mondo della performance, vedendolo come una forma di sapere che unisce dimensione teorica ed operativa.

La tematica di quest’anno era “Walking Art, Il camminare come pratica estetica e pura forma artistica”.

Peressini ha realizzato l’installazione dal titolo “Il libro dell’Esodo. Le cinque volte che sono partito per venirti incontro”: si tratta di un insieme di cinque azioni che mettono spiritualmente nello stesso piano il secondo libro dell’Antico Testamento – l’Esodo appunto – e “Il Meraviglioso Mago di Oz” di Frank L. Baum.

 

Il progetto unisce fantasia e mito, è una sorta di quaderno d’appunti visivo, nel quale il giovane artista ha riflettuto sul tema del camminare, inserendo elementi personali, con originalità poetica, semplicità ed immediatezza, arrivando alla sfera dell’immaginario collettivo.

Ci sono state inoltre due menzioni speciali, in questa edizione: ad Olmo Stuppia con “Skinboxes”, installazione disorientante e piena di energia; ad Ana Blagojevic e a Lucia Del Zotto per “Cartography of an unhappened journey”, che descrive un viaggio paradossale, nella raccolta e visualizzazione di dati delle mappe digitali presenti in rete.

Tutte le opere realizzate sul tema del camminare sono state esposte dal 29 novembre al 4 dicembre 2016 nella sede della Fondazione Bevilacqua La Masa in Piazza San Marco a Venezia; inoltre, Samuele Cherubini ha realizzato un video-racconto che ha documentato il dietro le quinte del Premio.

 

Per concludere, riporto le parole di Tomat, che ha sottolineato come, nel corso degli anni, il progetto

“Walking with Art sia cresciuto (…).Da semplice premio acquisto si è trasformato in premio produzione, volendo valorizzare proprio la fase ideativa delle opere, per poi aggiungere a completamento la promozione dell’artista nel suo complesso attraverso l’organizzazione di una mostra personale in grado di raccontare il percorso di maturazione del suo talento (…).Ci piace pensare ad una fase di arricchimento attraverso l’arte. Una sorta di pensiero laterale che possa implementare l’attività industriale, un momento di rottura dei processi di creazione della calzatura in un’ottica totalmente originale”.

Tomat_opera T-Yong_premio 2010