Bianca Tarozzi, Una luce sottile. Storia di Eddo e Mary

Editore: Iacobelli

Bianca Tarozzi, una delle voci più originali della poesia contemporanea, esordisce ora alla prosa: Una luce sottile è la storia di Eddo e Mary, due giovani di belle speranze e ambiziosi ideali, separati dalle vicissitudini legate al fascismo.
Dopo 6 anni di prigione si rivederanno. Eddo e Mary diventeranno i genitori dell’autrice.

Sinossi

Due giovani ricchi di speranze, carichi di ideali, proiettati nel futuro, si incontrano mentre all’orizzonte del Paese si addensano le minacce fasciste. Ideali politici e di giustizia quelli di Eddo Gaspari, disposto a battersi anche a costo di sacrificare i suoi anni migliori. Ideali culturali, artistici e di serenità quelli di Mary Gargano.
Lui è un giovane giornalista di Bologna, antifascista, militante del partito comunista. Scrive per diversi giornali, divulgati clandestinamente; subisce arresti e processi liquidati in quanto non è mai coinvolto in azioni violente. Fino al 1926.
L’incontro con Mary accade in queste circostanze in modo casuale, in treno. La loro relazione si sviluppa soprattutto in forma epistolare, manifestando grande dedizione e tenacia da pare dei due innamorati. Eddo, già vittima della violenza squadrista, viene condannato a quindici anni di prigione; e comincia la prova più dura del loro amore.
Mary è attanagliata da una logorante quotidianità fatta di lavoro, di incertezze sul futuro, di precari equilibri casalinghi, di obblighi familiari. Progressivamente viene svuotata dalle ambizioni giovanili e si avvia alla rassegnazione e alla ricerca di un equilibrio interiore.
Eddo, in prigione, paradossalmente ha modo di mantenere salde le sue prospettive potendosi dedicare allo studio, alla gestione della biblioteca carceraria, a lezioni di italiano per altri detenuti analfabeti. Sarà lui, con il suo ottimismo e la sua forza di volontà, a volere un nuovo incontro con la donna amata.

Il risvolto di copertina rivela che il romanzo si basa su carte di famiglia e ricerche d’archivio e racconta la relazione tra i genitori dell’autrice.

La recensione di Gabriella Musetti su Società delle Letterate.

L’autrice

Bianca Tarozzi (Bologna, 1941) ha insegnato a Ca’ Foscari Letteratura anglo-americana. Ha pubblicato saggi di critica (su Jean Rhys , Robert Lowell, André Gide e Charles Du Bos), ha tradotto molti poeti e scrittori inglesi e americani tra cui Elizabeth Bishop, Emily Dickinson, Richard Wilbur, Lewis Carrol, e ha curato antologie critiche.
La sua produzione letteraria muove dalla poesia, nella quale ha esordito nel 1988 con Nessuno vince il Leone. Definita da Alfonso Berardinelli una delle più originali voci della poesia contemporanea, prosegue un lavoro originale di recupero di forme della narratività in poesia fino al più celebre Il teatro vivente del 2007. L’ultima raccolta è Tre per dieci del 2015.

Esordisce ora alla prosa.