“Cani bastardi di Marta Morotti

Titolo:

Cani Bastardi

Autore:

Marta Morotti

Editore:

NEM

Sinossi:

“È solo, Saro. Patrizia se ne occupa senza alcun affetto. Il mondo l’ha dimenticato e l’ha chiuso in quel seminterrato rosicchiato dalla penombra e dallo squallore. Nessuno vuole avere a che fare con Saro perché Saro è l’allegoria della miseria e della nullità. Tutti lo schivano. Tutti lo ignorano. È un’ombra grigia tra le ombre nere, è il rumore di sottofondo della vita, che tutti cercano di eliminare o di coprire con suoni più melodiosi. Il suo suono stride, cigola. È una vecchia carcassa arrugginita che ancora si regge in piedi a fatica. Che ancora si trascina producendo scintille di fastidio nella vita di chi è restato. Nella vita di Patrizia.” Ci sono libri che difficilmente ci lasciano perché l’autore, prima ci rende spettatori silenti della narrazione e, poi, ci introduce in un film interiore che vogliamo veder scorrere davanti ai nostri occhi fino alla fine, anche se procura colpi forti e diretti. Cani bastardi è uno di questi libri. Gli unici esseri di cui Saro sembra capace di prendersi cura sono i suoi cani, mentre Patrizia trascina una convivenza forzata in nome di un debito al quale non vuole sottrarsi. Spostandosi da un protagonista all’altro, Marta Morotti mette in scena un racconto crudo, e si addentra nell’anima di persone azzannate dalla vita, che si rialzano come possono (e a volte non possono). Ad emergere è la fragilità umana, in particolare quella femminile, la lunga scia di dolore che nemmeno il tempo riesce a medicare. «Le anime nude sono sempre cose miserabili» scriveva F.S. Fitzgerald. Marta Morotti disegna il mondo delle sue anime nude. Il gioco di prospettiva con cui ha costruito il suo romanzo e che ci costringe a continui capovolgimenti, ci dice che la realtà deve sempre essere osservata da più punti di vista. In qualche modo sembra suggerire che, anche nelle vicende più abbiette, dovremmo forse porci domande, abituarci a guardare dal punto in cui si trova l’altro, allungare lo sguardo nel tempo e infine chiederci: ma qual è la realtà?

Biografia:

Marta Morotti, nata e cresciuta in provincia di Varese, dopo il diploma al Liceo Classico si è laureata in Filologia Moderna all’Università degli Studi di Torino. Ha vissuto a Milano e Torino dove ha collaborato come praticante giornalista nella redazione de «La Stampa». Il suo primo romanzo, Le due metà del mondo, pubblicato prima da Harlequin Mondadori, (2015), poi da Harper Collins, (2017), è stato vincitore del Premio della Giuria al «Premio Internazionale Il Molinello», del Premio della Critica al «Premio Internazionale Montefiore», del Premio della Giuria al «Premio Internazionale Città di Cattolica» e finalista al «Premio Alberoandronico». Nel 2020, per la Fondazione Marcello Morandini, è uscito La casa racconta. Dal 2013 vive a Varese, dove insegna Lettere alle scuole medie e scrittura creativa alle scuole superiori.