Ezio Sinigaglia, Eclissi

editore: Nutrimenti

Sinossi

Eugenio Akron, architetto triestino, arriva su una sperduta isola nordica per assistere all’eclissi totale di Sole, attesa per il giorno dell’equinozio di primavera. È quello che considera il suo ultimo viaggio, un regalo di compleanno anticipato per i suoi settant’anni, un’estrema emozione strappata alla quotidianità.

Ad accoglierlo è la natura ruvida di un popolo abituato a convivere l’oceano e le rocce; una donna austera gli affitta una camera, un arcigno pescatore gli offre la sua barca per osservare l’eclissi dal mare. Tuttavia, tra i forestieri accorsi per l’evento, Akron s’imbatte in un’eccentrica vedova americana, Mrs Clara Wilson, che gli impone, con garbata energia, la sua presenza.
L’inattesa complicità che si instaura fra i due fa riaffiorare nella memoria dell’uomo un ricordo del passato, un nodo irrisolto che troverà soluzione soltanto fra le tenebre dell’eclissi. Le domande rivolte a sé, al passato, al proprio mondo, crescono in un climax fino a quella estrema: quando ha tradito il suo desiderio più profondo? quando ha smesso di credere che potesse diventare reale? L’eclissi appare la metafora di una lotta tra destino e desiderio.

Presentato dall’autore come “libro del giorno” a «Fahreneit» di Radio 3.

Dicono del libro

Alessandro Beretta su «La Lettura», supplemento del «Corriere della Sera»: «Il percorso analitico […] è narrato con maestria. Sinigaglia ci riesce grazia a una cifra stilistica intensa, che se nei dialoghi gioca con la lingua – l’inglese storpiato degli isolani, il triestino, l’inglese corretto di Eugenio, l’inglese pasticciato di Mrs. Wilson, nelle descrizioni tocca uomini e natura con la stessa forza, trovando registri metaforici inattesi».

Alberto Sebastiani su «La Repubblica» a proposito della scrittura: «Inizialmente barocca e a tratti pedante, ricca di aggettivi e similitudini, attenta a descrivere colori, sapori, odori e sensazioni […], poco a poco si pulisce e s’impasta anche comicamente dei tentativi linguistici dei due».

Lorenzo Leone su «Cabaret Bisanzio»: «Tutto il romanzo di Sinigaglia è teso a smussare i contrasti, a restituire le nuances che separano i poli di una opposizione netta e astratta: ironia e sentiment, luce e buio, inverno e primavera […], giovinezza e vecchiaia».

Tutte le recensioni sul sito di «Nutrimenti».

L’autore

Ezio Sinigaglia è nato a Milano nel 1948. Ha svolto diversi mestieri, tutti legati alla scrittura: redattore, traduttore, fotocompositore, copywriter, ghostwriter, autore di guide turistiche e, da ultimo, docente di scrittura all’Università di Milano Bicocca e in altre sedi. Dopo Il Pantarèi, romanzo d’esordio nel 1985 a carattere sperimentale, elogiato da grandi lettori come Vittorio Sereni e Giovanna Bemporad, ha continuato a coltivare in privato la sua vena narrativa, mentre quella saggistica ha occasionalmente trovato la via della pubblicazione negli anni Novanta.