Giano Corte Moschin, Quaderni di un terrorista

editore Biblioteca dei Leoni

Giano Corte Moschin ci consegna un romanzo in forma diaristica rimasto a lungo nel cassetto: i Quaderni di un terrorista cercano di fare chiarezza sui moventi di un protagonista atipico, privo di un’ideologia politico-sociale precisa, spinto piuttosto dal desiderio di rivoltare istintivamente il mondo sottosopra.
Nevrosi individuali e collettive, sogni e fughe, allucinazioni e realtà si sovrappongono andando a comporre la Storia.
In concorso al Premio Strega 2016.

Sinossi:

Dal’69, uno stillicidio di bombe e di morti: Piazza Fontana, la questura di Milano, Piazza della Loggia, l’Italicus, Bologna, il rapido 904, Firenze, Roma, le tappe più clamorose e infami del terrore delle bombe. Sono trascorsi 29 anni dalla strage di piazza Fontana quando una donna riceve, il 12 dicembre 1998, 29° anniversario della madre di tutte le bombe, un misterioso e minaccioso diario, definito dall’autore stesso “ordigno”, che rivela alcuni aspetti sconosciuti di quelle vicende. La donna, durante la lettura, inserisce nel manoscritto alcune sue note di commento, destinate a un misterioso personaggio, non estraneo a quei fatti, che si trova incarcerato in base ad accuse gravissime. Non si tratta di un romanzo “storico” in senso stretto, ma attraverso il racconto, che consente di entrare nella vita e di guardare le cose con la curiosità di capire, la Storia si intreccia con la quotidianità e gli individualismi, rivelandosi al lettore nel suo sviluppo altrimenti incomprensibile.

L’intervista all’autore.