“I biscotti della fortuna” di Gabriele Pedullà

Autore: Gabriele Pedullà

Editore: Einaudi

Sinossi: «Chi dice che di notte la città dorme? Ecco un privilegio dei bambini». «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova», sentenziava il grande Hercule Poirot. Nei racconti di Gabriele Pedullà una coincidenza è appena un’avvisaglia, due sono l’annuncio che qualcosa di inatteso sta per accadere, ma tre coincidenze non si dovrebbero augurare neanche al proprio peggior nemico. O forse neppure esistono piú le coincidenze, per le donne e gli uomini seduti al tavolo da gioco di Pedullà. E nella curiosità che li spinge ad alzare ogni volta la posta – rimettendo in discussione verità e certezze – conviene riconoscere piuttosto l’opera di un genio maligno in vena di buffonerie. Giacomo avrebbe solo voglia di dormire; l’ingegner Luigi Bassetti cerca di fare carriera con la cucina cinese; Olindo ha nostalgia della nebbia; Eliana e G. rievocano la giovinezza leggendaria del loro amico Vale… A fare da innesco a queste storie c’è sempre un viaggio – sospirato, temuto, ricordato – che puntualmente si rovescia in smarrimento. Perché, come una foschia, un alito oscuro soffia in queste pagine dove nulla è prevedibile, e quando alla fine il pericolo si manifesta apertamente il primo a pagarne le conseguenze è proprio chi credeva di esserne al riparo. A cominciare dal lettore.

Biografia: Gabriele Pedullà (Roma 1972) insegna Letteratura italiana presso l’università di Roma Tre e scrive per «Il Sole 24 Ore». Autore di diversi libri di saggistica, con Sergio Luzzatto ha curato l’Atlante della letteratura italiana (Einaudi 2010-12). Presso Einaudi ha inoltre pubblicato la raccolta di racconti Lo spagnolo senza sforzo (2009, Premio Mondello Opera Prima; Premio Verga; Premio Frontino) e il romanzo Lame (2017, Premio Carlo Levi; Premio Martoglio) tradotto, o in corso di traduzione, in sette lingue. Sempre per Einaudi, ha pubblicato Biscotti della fortuna (2020).