“I Pellicani. Cronaca di una emancipazione” di Sergio La Chiusa

Titolo:

I Pellicani. Cronaca di una emancipazione

Autore:

Sergio La Chiusa

Editore:

Miraggi Edizioni

Sinossi:

Il giovane Pellicani si presenta una sera nella casa del padre, dalla quale si era allontanato – dopo aver sottratto certi risparmi da un certo cassetto – vent’anni prima. L’immobile, un condominio di sei, sette piani, è disastrato… Il giovane Pellicani – un completo grigio un po’ sdrucito, una valigetta ventiquattrore portata solo per darsi un tono – vuole fermarsi una notte e via, andare altrove: ha degli affari in Cina, sostiene… Tuttavia nell’appartamento il giovane Pellicani trova solo un vecchio. Somigliante un po’, questo è vero, soprattutto nel naso, a Pellicani padre… Parla, parla, il giovane Pellicani, raccontando tutto ciò che fa, tutto ciò che vede, l’appartamento, la biancheria stesa in una stanza, la donna che tutti i giorni viene a cucinare il minestrone al vecchio; parla, parla, il giovane Pellicani, e noi lettori siamo presi in questa sua infernale chiacchiera, nel suo ostinato non credere a ciò che vede, nel suo ipotizzare, reinventare, spiegare, trasfigurare la banale realtà… finché ci arrendiamo, smettiamo di farci domande… ci interessa solo abbandonarci al fervore di questa inesauribile chiacchiera.

Biografia:

Sergio La Chiusa è nato a Cerda (PA) nel 1968 e vive a Milano. Ha pubblicato i libri di poesia “I sepolti” (LietoColle, 2005, Finalista Premio Montano 2006) e “Il superfluo” (E-dizioni Biagio Cepollaro, 2005). Suoi testi (poesie, prose di viaggio, estratti di romanzi) sono presenti su riviste e blog culturali, tra cui: “L’Indice”, “Nazione Indiana”, “Le parole e le cose”, “Il primo amore”, “L’Ulisse”. Ha partecipato a pubbliche letture e iniziative culturali, tra cui “RicercaBO”. Ha scritto i romanzi “Il cimitero delle macchine” e “Il dormitorio di Sequals”, dei quali sono apparsi alcuni brani su “Nazione Indiana” e “Le parole e le cose”, e “I Pellicani”, pubblicato da Miraggi Edizioni nel 2020. “I Pellicani” è stato finalista alla XXXII edizione del Premio Italo Calvino, dove gli è stata attribuita la “Menzione Speciale Treccani 2019” per l’originalità linguistica e la creatività espressiva.