“La ragazza del casino dei nobili” di Rita da Pont

titolo: La ragazza del casino dei nobili

autore: Rita da Pont

editore: Cierre Edizioni

sinossi: Belluno, periferia della Serenissima, fine del Settecento: sullo sfondo della piccola città si muove la giovanissima Maddalena, serva presso la famiglia di uno speziale. Un giorno, vinta una naturale ritrosia, accetta la proposta di una conoscente e viene introdotta nel casino dei nobili, apparentemente adibito a luogo di studio. Una scelta che cambierà il suo destino. La storia, ispirata a una vicenda di violenza accaduta secoli fa, è drammaticamente attuale nelle sue dinamiche: da un parte la vittima, più o meno consapevole, che finisce sotto accusa; dall’altra il potere dei più forti, degli intoccabili. Il punto di osservazione, marginale solo a prima vista, permette in realtà di immergersi nelle pieghe della grande storia. Maddalena vive in una società chiusa, in cui le donne devono tacere e il potere locale è ancora in mano ai nobili. Ma la rivoluzione francese è alle porte, il mondo dell’ancien régime sta per essere spazzato via. Nel frattempo, procede il lento cammino dell’emancipazione femminile. Proprio in quegli anni cade la millenaria Repubblica di Venezia, mentre sulla terraferma si avvicendano gli eserciti austriaci e francesi: nulla sarà più come prima.

biografia: Rita Da Pont è nata a Belluno e insegna Italiano e Storia nelle scuole superiori della sua città. Laureatasi a Padova con una tesi sul Settecento bellunese, ha continuato a occuparsi di storia locale, con una spiccata predilezione per gli argomenti collegati al tramonto dell’ epoca veneziana. Tra le sue pubblicazioni: Belluno 1797. L’addio a Vénezia, Napoleone e la prima unificazione della provincia (2007); Dagli inizi del Settecento al 1796 e Dalla caduta di Vénezia all’annessione al Regno d’Italia, in Belluno. Storia di una provincia dolomitica, a cura di P. Conte (2013). Con Cierre edizioni ha pubblicato Da Vénezia ai Savoia, in Storia di Belluno. Dalla preistoria all’età con-temporanea, a cura di G. Gullino (2009).