“L’indiano e il bambino che imparò ad amare” di Francesco Comina

Titolo:

L’indiano e il bambino che imparò ad amare

Autore:

Francesco Comina

Editore:

Gabrielli Editore

Sinossi:

Questa favola racconta l’innocenza. Quella che non ha età, non ha confini, non ha gabbie etniche e religiose… Racconta lo stupore che muove l’uomo verso il suo simile e la gioia della conoscenza che abbatte gli steccati della paura, del pregiudizio e del sospetto. Uno strano personaggio si aggira nei vicoli del paese e sui sentieri di una vallata ai piedi dello Sciliar in Alto Adige. Nessuno l’ha mai conosciuto ma tutti lo chiamano così: “l’indiano”. Circolano brutte storie sul suo conto. Matteo lo incontra, casualmente, durante una passeggiata nel bosco. Ha paura, si nasconde dietro un cespuglio mentre l’indiano danza e sussurra strane parole al vento. Improvvisamente il bosco si anima di fantasmi: indiani coi coltelli, serpenti verdi, donne che danzano. Matteo fugge a perdifiato sotto una pioggia battente. Ma da quel momento la vita cambia. La paura lo spinge alla ricerca della verità in una immersione appassionata nel favoloso mondo degli indios Kayapò e delle culture amerindie…

Biografia:

Francesco Comina è giornalista professionista e scrittore. Da sempre interessato ai temi della pace e dei diritti, ha coordinato per dieci anni il Centro per la pace del Comune di Bolzano. Ha seminato amicizie con alcuni grandi testimoni e maestri del nostro tempo, di cui ha raccontato le vicende e le visioni in vari libri fra i quali, Il sapore della libertà. In dialogo con Marcelo Barros (2005), Qui la meta è partire. In dialogo con Arturo Paoli (2005), Il monaco che amava il jazz. Testimoni e maestri, migranti e poeti (2006), Sulle strade dell’acqua. Dramma in due atti e in quattro continenti (2008), Il cerchio di Panikkar (2011), Monsignor Romero, martire per il popolo (2016), L’uomo che disse no a Hitler. Josef Mayr-Nusser un eroe solitario (2017). Con Eduardo “Mono” Carrasco, Inti illimani. Storia e mito (2010), con Luca Bizzarri, Agnes Heller. I miei occhi hanno visto (2012).