Pino Loperfido, La scelta di Cesare

editore: Curcu & Genovese

Monologo già menzionato al Premio Rigoni Stern 2016.
La scelta di Cesare è un viaggio concitato che porta dalla dominazione asburgica a quella dei social network, passando per il terrorismo islamico. Inizia da un battibecco tra padre e figlio, dribbla strane telefonate, misteri e irresistibili ironie, svela scelte coraggiose e decisive che mettono in dubbio l’esatta collocazione del bene e del male.
Da questo testo è tratto l’omonimo spettacolo, commissionato dal Teatro Stabile di Bolzano al regista Andrea Brandalise e all’attore Andrea Castelli.
Sinossi:

Gian Paolo Tomazzini ha 61 anni e un matrimonio fallito alle spalle. Ha trascorso la sua vita assolvendo diligentemente tutto il compitino esistenziale: ha cresciuto da solo l’unico figlio, ha lavorato, si è costruito una sufficiente posizione economica, evitando scossoni, celandosi nella nebbia del qualunquismo, sguazzando nell’ignavia del perfetto perbenista, defilandosi opportunisticamente tutte le volte che si è trattato di dover scegliere.
Suo figlio Cesare, invece, ha circa vent’anni, è un ragazzo come ce ne sono tanti. Si sta laureando in Scienze Geografiche con una tesi sul suo omonimo Cesare Battisti, personaggio storico che i Tomazzini, nostalgici del defunto Impero Asburgico, hanno sempre pubblicamente detestato. Una tesi di laurea che al padre pare dunque un dispetto, un torto personale.
È per questo che Gian Paolo proverà a stigmatizzarla, ricostruendone genesi, conseguenze e retroscena. Uno scavare nella memoria famigliare che lo porterà alla spensieratezza degli anni giovanili, alla sua adolescenza e poi ancora più a ritroso: ai ricordi legati al padre e al nonno, al Trentino di inizio Novecento, alla decisione del deputato Cesare Battisti di passare al Regno d’Italia, nell’agosto del 1914.
Alla fine a svelare il ragazzo svelerà un’altra scelta, coraggiosa e decisiva almeno quanto quella compiuta, cento anni prima, dal suo omonimo, trucidato dagli austriaci nel 1916.

L’interpretazione di Andrea Castelli diretto da Andrea Brandalise nella produzione commissionata dal Teatro Stabile di Bolzano.

 

L’autore

Loperfido Pino (Milano, 1968), giornalista e scrittore, nel 2001 pubblica Ciò che non si può dire – Il racconto del Cermis, monologo di grande successo nei teatri italiani. Nel 2004, è la volta di Caro Alcide, biografia romanzata di Alcide Degasperi. Seguono i due romanzi, Teroldego (2005) e Le meccaniche dell’infelicità (2009). Del 2014 è la raccolta di racconti La Guerra Bambina. Tutti i suoi libri sono pubblicati da Curcu & Genovese.
Tra i più importanti successi teatrali, Il cuoco di Mozart e Viva Rota… Viva Fellini.
È caporedattore della rivista “TrentinoMese”. Ha ideato e dirige il Trentino Book Festival.

Il sito dell’autore.