Recensioni a “Elsa” di Angela Bubba

Elsa” di Angela Bubba

Attaverso citazioni e rimaneggiamenti delle opere e dell’epistolario, oltre a saggi dedicati alla scrittrice, l’autrice scava nello sguardo meravigliato, che è verità, la verità dell’infelicitá. In una lettera a sé stessa, datata 1961, Elsa scrive che “tutte le vite sono, in un certo senso o nell’altro, delle vite mancate: l’arte è lì per sanare a queste mancanze”. Ecco, dunque, che la felice scrittura di Angela Bubba scende in profondità e si lascia cullare dall’azzurro del mare per restituire a Elsa e al figlio mai nato l’incontro, le parole, gli sguardi, la vita nel dirsi perenne dolore, nel darsi perenne amore.”Elsa” è offerto al lettore come la percezione che esiste un mondo segreto, altro da noi e che abita in noi, lo stesso di Antonietta, Pietro e Giovanni, i trascurati fratelli del racconto “Il gioco segreto”.
Annarosa Tonin

Elsa è la biografia romanzata, sobria e poetica, di una grande scrittrice dalla personalità assai complessa: Elsa Morante.
Angela Bubba ha dedicato alla grande protagonista della letteratura del secondo dopoguerra italiano, prima donna a essere insignita del Premio Strega nel 1957 con il romanzo L’isola di Arturo e autrice del bestseller La Storia, una biografia accurata e appassionata.
Il racconto ripercorre gli anni più significativi della vita della scrittrice, dal 1922 al 1985:
l’infanzia difficile, la madre Irma, i fratelli, il vero padre Francesco e Augusto, colui che lei crede suo padre fino a un certo punto della vita, quando la madre le rivela la verità. Da quel momento Elsa approfondisce la verità, chiedendosi il perché della sua nascita e della nascita di ciascuno di noi.
Bubba ci racconta Elsa, le prime pubblicazioni, l’incontro e il matrimonio con Moravia, l’amicizia e la rottura con Pasolini, il rapporto con Visconti, l’amicizia con Natalia Ginzburg, gli amori con uomini più giovani, il decadimento fisico e mentale, la passione per i gatti e per i girasoli. La sua narrazione, in terza persona, è ricca di dialoghi tra Morante e i suoi interlocutori ed è un flusso continuo di pensieri tra lei e Arturo, il figlio abortito, ma che le appare come un fantasma. Ed è per sanare la mancanza dell’amore di madre per questo figlio mai nato che Angela Bubba li immagina, scendendo nella profondità dell’animo, nel dolore perenne di una madre e al tempo stesso restituisce a Elsa e al figlio abortito l’incontro, le parole, gli sguardi, la vita. Con un linguaggio lieve, Bubba riesce a dare voce alla Elsa più intima, vera, la scrittrice di grandi capolavori dove l’arte e la letteratura sono un continuo dialogo con gli eventi anche traumatici della sua vita e della storia.
Enrichetta Cadorin