Recensioni a “Il bracconiere” di Valentina Musmeci”

“Il braconiere” di Valentina Musmeci

È un libro duro e disincantato. Senza addentrarmi nella trama, per non incorrere nel rischio di lasciare intuire il finale, lo sintetizzerei come la descrizione del percorso di vita e delle esperienze critiche di alcune persone della generazione del ‘68, viste nella prospettiva individuale, ma anche sociale. Sono uomini e donne di cui l’autrice tratteggia con pennellate a volte lievi e quasi poetiche, altre volte cariche di materia e spessore drammatico, il passaggio epifanico di individuazione della personalità, in alcuni casi rincorrendo la solitudine e le relazioni asimmetriche, in altri, rincorrendo il primato della vita e degli affetti, ma perdendo quello su se stessi. Su queste scelte, l’autrice esplicita in modo credibile le influenze nefaste di una famiglia e di una società in profonda crisi.
Gli esiti sono di quel tipo che segna profondamente e che necessita di bilanci psicologici non dilazionabili: non tutti ce la faranno a mettere in atto le trasformazioni della personalità necessarie per proseguire il proprio percorso; non tutti ne avranno la forza, la volontà o il tempo, perché la morte non ha riguardi per alcuno. Molto fine l’analisi psicologica sia dei personaggi femminili che di quelli maschili, ciascuno con i suoi momenti di gloria e con i suoi vuoti o nefandezze. Uno sguardo sulla realtà, quello di Musmeci, che non indulge a imbellettamenti, ma neanche a sofismi: la tragedia è corale e non vi è facile riscatto in questa esistenza.

Lidia Popolano