Recensioni a “La ferita” di Lucio Leone

La ferita” di Lucio Leone

Qual è il primo pensiero che suscita il suicidio di una persona cara? Dolore, angoscia, ma soprattutto il rimpianto di non aver potuto impedire una scelta irreparabile, di cui si finisce spesso per sentirsi in qualche modo corresponsabili. Il protagonista senza nome di “La ferita” personifica questo rimpianto di chi resta: chiamato dai parenti o dagli amici di chi si è appena suicidato, pratica un’ampia ferita nel cadavere e vi si immerge, penetrando nella coscienza del suicida per rivivere le sue ultime ore di vita e cercare di modificarle, così da evitarne la morte. Non sempre ha successo, ma svolge il suo compito con grande scrupolo professionale, almeno fino al giorno in cui l’ennesimo caso che affronta non gli svela qualcosa di sé che avrebbe preferito non sapere.Fitto di citazioni e di omaggi ai tanti scrittori che hanno scelto di porre fine consapevolmente alla propria esistenza, da Virginia Woolf a Cesare Pavese, “La ferita” affronta un tema impegnativo e delicato da un punto di vista insolito e surreale ma molto coinvolgente, raccontandoci dei lati oscuri che si nascondono nel profondo di tutti noi, anche se riteniamo di essere profondamente attaccati alla vita e di non aver mai nutrito, nemmeno per caso, propositi suicidi.
Annamaria Trevale