Recensioni a “Senza” di Massimo Cracco

“Senza” di Massimo Cracco

L’ho letto in una notte, dalla prima all’ultima pagina questo libro, inchiodata da una doppia forza che poi ho capito coincidere anche con la prima e la seconda parte del libro. Prima la scrittura di Cracco mi sparava dentro al protagonista, poi il protagonista del suo racconto mi ha sputata fuori. In entrambi i casi ho provato dolore, in entrambi i casi sono stata dominata dalla fisicità della storia. E della scrittura. Questo è un libro che parla di “carne”. Una storia di rara purezza e innocenza. Così come lo è il corpo del protagonista che vuol perseverare nella purezza: negando l’aderire al reale, negando qualsiasi impiegarsi nel reale. Fino a negarsi anche gli arti inferiori, per mantenersi puro e innocente. E lo rimane anche dopo, quando le sue gambe gli saranno state tagliate e il romanzo fa un radicale cambio di passo e preme il piede sull’acceleratore, diventando forza centripeta, denotatrice. La corruzione della carne, la recisione impressa sulla propria carne permettono al corpo del protagonista di approdare a un’altra purezza, quella assoluta e inappellabile della violenza. Violenza che prima era subita e poi diventa agita. L’iniziazione dell’Angelo che si fa corpo in terra. Sanguinando.

Barbara Codogno

Stile, sfrontatezza, originalità, vertigini. Qui ci sono. “Senza” narra l’involuzione di un tizio la cui massima aspirazione è perdere l’uso delle gambe. Purché cessino di ricordargli che ci si aspetta da lui una certa propensione al farsi avanti nella vita. Ma Paolo M. , tossico autodistruttivo, la vita sogna di trascorrerla alla finestra. Siamo all’inerzia suicidale, al lento agonizzare intrappolati in se stessi. Votato all’inesistenza, Paolo M. alimenta la sua morbosa “vocazione al niente” sollevandosi da ogni responsabilità del vivere. Senza ragione, senza giustificazioni, senza. E tutto questo in un un libro che intrattiene tanto quanto raggela. “Senza” è un inarrestabile e piacevole esercizio di autodistruzione. Impossibile amarlo, così come ignorarlo una volta che gli si sia consegnati a mani legate. E inevitabile esserne reverenzialmente atterriti, data la misura del talento spudorato di Massimo Cracco , che scrive come uno che abbia letto tutta la vita referti psichiatrici anziché romanzi. Se c’è una giustizia, Senza sarà un caso letterario. Ma se c’è una giustizia, questo libro perderà buona parte del suo perché. Solo per casi patologici. Ossia per tutti.

Flavio Troisi