Il premio letterario nell’epoca del digitale

Il Presidente dell’Associazione Amici di Comisso è stato invitato  nelle scorse settimane all’incontro indetto dalla Regione Veneto al Salone del Libro di Torino per presentare i profili dei Premi Letterari del Veneto. Nell’occasione Ennio Bianco ha fatto una riflessione sul significato di un premio letterario nell’epoca del digitale.

Nel terzo millennio, nel tempo della informazione veloce, del dato comunicato in tempo reale, un premio che riconosce il valore della lettura legata all’oggetto libro, che senso è andato prendendo?

Certamente rappresenta ancora una bussola, un punto di riferimento per il lettore che ha bisogno di orientarsi verso la qualità.

Se si considera che il processo di commercializzazione del libro è radicalmente cambiato, il popolo dei lettori si ritrova semre più disorientato.

Infatti la progressiva finanziarizzazione del mercato del libro ha creato problemi alle librerie indipendenti , favorendo invece la nascita e la propagazione delle catene di vendita.

 

…una bussola, un punto di riferimento per il lettore che ha bisogno di orientarsi verso la qualità.

 

Quei luoghi vasti e spaesanti dove il lettore è libero di manipolare i libri ma si ritrova totalmente senza indicazioni?

Esattamente. Spesso, quasi sempre nelle grandi catene, la figura  del libraio preparato, chi sapeva dare ‘le dritte’ giuste per orientare l’approccio a un nuovo autore o ‘alfabetizzare’ il neofita della lettura, quella figura storica e eroica, è sparita, sostituita con il ruolo del commesso, magari anche volenteroso, ma spesso inadeguato.

E il vastissimo e-commerce, la possibilità di accedere al libro attraverso le vendite on line,  dovrebbe aver facilitato la lettura.

La crescita e la diffusione delle vendite on-line ha messo a disposizione di tutti la possibilità di acquistare qualsiasi libro italiano o straniero. Questo può essere molto importante per coloro che vivono in zone dove non esiste una libreria, ma al contempo occorre considerare che il negozio on-line mette a disposizione brevi consigli o le recensioni dei lettori, che non sempre risultano “indipendenti” dall’editore. Bisognerebbe avere le idee chiare per fare gli acquisti giusti on line.

 

Acquisti on-line o in libreria?

 

Inoltre siccome viviamo in un’epoca in cui ciò che conta è l’aspetto esteriore – viviamo con gli occhi- il libro è diventato sempre più un oggetto che deve sedurre la vista al primo colpo d’occhio e come tale viene trattato da un punto di vista del packaging (copertina), marketing (lancio televisivo), dell’autore (spesso personaggio televisivo o cinematografico), ecc. mettendo in secondo piano le qualità letterarie della storia e dello stile. In pratica, è un fenomeno avvilente, assistiamo al dominio del bello e famoso anche nel mondo del libro, che non chiamerò mondo letterario, proprio per demarcare un confine tra prodotto commerciale e prodotto intellettuale.

Ma tornando al tema specifico della attualità dei premi letterari, secondo lei, nell’era digitale un concorso che si occupa di scrittura e libri dovrebbe cambiare la propria organizzazione?

Deve assolutamente farlo. Come risulta ormai evidente, qualsiasi organizzazione che si occupi di servizi ha cambiato il proprio modo di agire. Pensiamo al turismo (dalla prenotazione dei voli, dei soggiorni alberghieri, delle abitazioni, del servizio di trasporto, dei concerti o degli spettacoli teatrali, ecc.), oppure alla comunicazione (non più limitata a TV, giornali e riviste, ma ampiamente estesa ai social network come: Facebook, Istagram, Twitter, Google+, ecc.).

 

Formato digitale o cartaceo?

 

Nell’era digitale è impensabile che un premio  letterario si limiti a comunicare i nomi premiati e a coinvolgere qualche centinaio di persone che ruotano attorno alla organizzazione della Cerimonia di Premiazione. L’utilizzazione dei social media permette di comunicare con migliaia di persone, di mettere in rete conoscenza, permette di informarle e far in modo che si sentano parte di un progetto culturale: la condivisione diventa protagonista.

Si tratta di attivare una Comunicazione Culturale che, anche se non può raggiungere i numeri della comunicazione sportiva, può  certamente destare l’interesse di aziende private che intendono trasmettere una immagine che si lega alla crescita culturale di un territorio e con esse dar vita a nuovi modelli di organizzazione e sostenibilità economico finanziaria dei premi.

 

Il Premio Comisso al Salone del Libro 2018

 

Quindi un Premio Letterario che vive 360 giorni all’anno e non il solo giorno della premiazione?

Nell’era digitale non si può essere presenti un giorno all’anno, non si possono sprecare ingenti risorse solo per comunicare l’evento di un giorno, di una sera.

Gli investimenti in pubbliche relazioni e mondanità (spesso molto impegnativi se non addirittura centrali per alcuni premi letterari) dovrebbero essere dirottati verso iniziative che coinvolgano vari soggetti: lettori, autori, case editrici, librerie, biblioteche, scuole, università, aziende ed enti pubblici.

In questo senso, grazie ai social media ed alla propria reputazione un premio letterario dovrebbe distinguersi come vera e propria infrastruttura, un collettore, ovvero un’occasione attraverso la quale si innescano processi culturali, formativi, espressivi, socializzanti, civici, creativi, connettivi e produttivi.