“Mare in fiamme” di Francesco Troccoli

Titolo:

Mare in fiamme

Autore:

Francesco Troccoli

Editore:

L’Asino d’Oro

Sinossi:

«Sorella mia, aiutami». Sono queste le parole scritte sul retro di una fototessera che Marina si vede recapitare e che ritrae una giovane africana. Suo padre Italo è appena rimasto coinvolto in un’esplosione in Libia, dove stava svolgendo un’inchiesta rischiosa, ed è in coma. Nel giro di pochi giorni, Marina si ritrova così alle prese con un mistero che sconvolge la sua tranquilla vita di insegnante in una scuola multietnica di periferia. Costretta a fare i conti con il proprio passato sull’altra sponda del Mediterraneo, e grazie all’incontro con l’affascinante Antonio, unica nota positiva in un momento tanto drammatico, Marina scopre dentro di sé il timore di non aver mai conosciuto realmente suo padre. Ad aiutarla a rimettere insieme i tasselli del mosaico saranno il novantenne eroe di guerra nonno Orazio e il lavoro appassionato con i propri alunni: il solitario Zihad, bersaglio della rabbia del nuovo arrivato Ivano, la silenziosa Liu, e tutti gli altri. Spingendosi sempre più a fondo nella ricerca della verità, caduta in un intrigo nel quale ignora il proprio ruolo, Marina scoprirà il filo sottile che lega il suo presente alla storia della sua famiglia, e che, con la stessa forza nascosta, unisce i misfatti e i crimini di guerra del passato coloniale italiano all’attuale dramma delle migrazioni verso l’Italia. Donne, uomini, i suoi stessi alunni.

Biografia:

Classe 1969, farmacista, nel bel mezzo di una brillante carriera in una multinazionale del farmaco decide di cambiare vita e dedicarsi alla scrittura e alla traduzione. Inizia con la narrativa di fantascienza, dove riscuote successo con la trilogia dei romanzi dell’Universo Insonne, ambientati in un futuro distopico in cui gli esseri umani hanno perduto il Sonno e si dedicano in modo incessante all’imperativo economico della produzione.
Mare in fiamme segna il suo approdo alla letteratura generalista. La critica alla società costituita esce così dal simbolismo del genere fantascientifico per manifestarsi apertamente in una scrittura di denuncia sociale.