Un esempio di mecenatismo, di respiro internazionale: è l’ambizioso progetto di restauro degli affreschi del Pordenone nella Cappella Malchiostro della cattedrale di Treviso, che riceve il sostegno generoso di Save Venice (che già cinque anni fa aveva finanziato nella stessa sede il restauro dell’Annunciazione di Tiziano).
La cappella fu edificata nel 1519, voluta e finanziata dal canonico Broccardo Malchiostro, cancelliere del vescovo Bernardo de’ Rossi, che la destinò a propria cappella funeraria. La decorazione pittorica fu affidata a due grandi protagonisti del Rinascimento: Tiziano Vecellio (1488/1490 ca. – 1576), autore appunto della pala d’altare con l’Annunciazione e Antonio de’ Sacchis detto il Pordenone (1484 ca. – 1539), incaricato di affrescare le pareti e la cupola.
Dopo gli importanti restauri del Dopoguerra e degli anni Settanta, gli affreschi sono oggi sottoposti a un attento intervento conservativo, che permetterà di ritrovare i colori e la luce del Pordenone. Nuove tecniche di restauro virtuale consentiranno, altresì, la ricostruzione della perduta decorazione della cupola, ricreando l’originale unitarietà tra architettura e pittura dell’intera cappella.
Alla presentazione del progetto sono intervenuti mons. Mauro Motterlini, vicario generale, il Sindaco di Treviso Mario Conte, Marta Mazza, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, don Paolo Barbisan, direttore Ufficio diocesano Beni Culturali, Melissa Conn, direttrice dell’Ufficio veneziano di Save Venice, Renzo Bortolot, presidente della Magnifica Comunità di Cadore, Maria Giovanna Coletti, presidente della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.





«Tutto è iniziato nel 2022 – spiegano Don Paolo Barbisan e Melissa Conn – quando, grazie al generoso contributo di Save Venice, il restauro della grande tavola dell’Annunciazione, ad opera di Francesca Faleschini, restituì l’illustre firma “Titianus fecit” e l’inequivocabile data 1520, tassello fondamentale per la cronologia del maestro cadorino. Quel primo intervento ha incoraggiato in questi anni la Diocesi di Treviso a continuare ad impegnarsi nella programmazione di un restauro che abbracciasse l’intero ciclo di affreschi che Pordenone realizzò nella cappella, dando origine ad un importante programma iconografico che amplifica l’episodio dell’annuncio dell’angelo a Maria entro una cornice che celebra l’incarnazione di Cristo e la sua progressiva manifestazione al mondo che trova il suo apice nel celeberrimo brano dell’Adorazione dei Magi. Anche in questo caso Save Venice ha voluto essere a fianco della Diocesi. Grazie al generoso contributo di Arnold M. Bernstein che coprirà l’intero costo dell’intervento, Save Venice attesta il suo impegno pluridecennale per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio dell’arte veneta scegliendo di prendersi cura di uno dei luoghi più amati dai trevigiani e tra più visitati dal numero crescente di turisti che affollano questa nostra piccola e gentile città adagiata sulle rive del Sile».

Il progetto di restauro, affidato alla grande competenza di Valentina Piovan, coadiuvata da un gruppo di giovani restauratori nel cantiere diretto dall’arch. Rossella Riscica, avrà la durata di otto mesi, si preannuncia pertanto una preziosa occasione di indagine su un pittore che nel 1520 qui a Treviso si palesa per la prima volta in terra veneta come “pictor modernus” in seguito alla svolta manierista in un appassionato e serrato confronto ‘fuori casa’ con un già ormai indiscusso Tiziano, che, dopo l’Assunta dei Frari (anch’essa restaurata da Save Venice), si pone come protagonista quasi assoluto della pittura lagunare.


Infine sarà ancora la luce a dare origine ad un “restauro virtuale” della Cappella. È allo studio proprio in questi giorni la fattibilità di un complesso sistema di proiezioni che potrà restituirci l’immagine dei perduti affreschi della cupola distrutta durante i bombardamenti di Treviso durante la Seconda Guerra Mondiale, risarcendo in maniera filologica il dialogo, per decenni interrotto, tra la figura del Padre benedicente di Pordenone che si volge verso la scena dell’annunciazione di Tiziano.
Nei prossimi mesi inoltre l’Annunciazione Malchiostro sarà al centro di una “mostra-dossier” alla Pinacoteca di Ancona accompagnata da una ricca serie di conferenze dedicate a Tiziano e all’arte veneta durante l’anno che celebra il 450° anniversario dalla morte del grande cadorino.
DBA Group della famiglia De Bettin ha offerto il suo sostegno per la logistica di queste preziose opere tizianesche, con il quale ha voluto significare in maniera congiunta la propria origine cadorina e l’approdo a Treviso dove ha conosciuto il crescente sviluppo delle proprie attività imprenditoriali nel campo delle infrastrutture.





Save Venice è un’organizzazione no profit americana dedicata alla conservazione del patrimonio artistico di Venezia. Nata nel 1971 dopo la devastante acqua alta del 1966, Save Venice opera da oltre cinquant’anni per la salvaguardia del patrimonio culturale di Venezia, sostenendo progetti di restauro che hanno già interessato più di 2.000 opere d’arte e architettura. Nel 2025 è stata istituita la Fondazione Save Venice – ETS, che affianca l’attività di Save Venice Inc. come strumento strategico per agevolare le donazioni anche da parte di aziende e privati italiani grazie agli incentivi fiscali previsti dalla normativa nazionale. Oltre che a Venezia, Save Venice è attiva anche nel Veneto, con interventi di restauro realizzati a Bassano, Belluno e Treviso e nel 2025 ha inoltre avviato, insieme a Friends of Florence, il restauro del Monumento equestre del Gattamelata di Donatello a Padova
Leonardo Canal