Paolo Di Paolo, Una storia quasi solo d’amore

editore Feltrinelli

Prima o poi tutti gli scrittori finiscono per toccare il tema dell’amore. Ma attorno c’è sempre qualcos’altro che fa la differenza. Attorno c’è l’Italia del 2012.

Sinossi

Si incontrano una sera di ottobre, davanti a un teatro. Lui, rientrato da Londra, insegna recitazione a un gruppo di anziani. Lei lavora in un’agenzia di viaggi. Dal fascino indecifrabile di Teresa, Nino è confuso e turbato. Starle accanto lo costringe a pensare, a farsi e a fare domande, che via via acquisiscono altezza e spessore. Al di là dell’attrazione fisica, coglie in lei un enorme mistero, portato con semplicità e scioltezza. L’uno guarda l’altra come in uno specchio, che di entrambi riflette e scompone le scelte, le ambizioni, le inquietudini.
Tanto Nino è figlio del suo tempo: molte passioni spente, nessuna tensione ideologica; tanto Teresa, con il suo segreto, sembra andare oltre. Ostaggi di un mondo invecchiato, si lanciano insieme verso un sentimento nuovo, come si trattasse di un patto, di una scommessa. Accade sotto lo sguardo lungo e partecipe di Grazia, zia di Teresa e insegnante di teatro di Nino, attor giovane allo sbando. Proprio mentre crescono l’attesa e il desiderio, Grazia esce di scena, creando una sorta di “dopo” che rilegge l’intera vicenda di Nino e Teresa, il loro cercarsi là dove sono più profondamente diversi.
Nell’officina del romanzo.

La lettura di Piera degli Esposti.

L’intervista all’autore.

Dicono del libro

su «Internazionale»: «parla d’amore in termini fino a non molto tempo fa inconsueti per uno scrittore maschio: in gioco non c’è la conquista della donna, ma il suo amor proprio e il suo equilibrio. Un romanzo notevole sulle inadeguatezze e le paure maschili».

Guido Monti sul blog di poesia di RaiNews: «Di Paolo approda alla narrativa pura, dove appunto il fuoco delle pagine è costituito da vite privatissime dal loro sentire, ecco allora che lo spazio contenutistico è tutto traversato dalla dimensione esistenziale e le domande dei personaggi travolti radicalmente da eventi di profonda rilevanza, hanno sempre più evidenze spirituali. Quindi questa scrittura pur avendo solide basi narrative, ha sprazzi potremmo dire di accensione lirica tanto che vi si trovano citazioni di Philip Larkin e nelle pagine finali tra le parole dei protagonisti fanno capolino i versi dei più grandi del nostro novecento quali Giovanni Raboni e Giorgio Caproni».

L’autore

Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Finalista nel 2003 al Premio Italo Calvino per l’inedito e al Campiello Giovani, è autore dei romanzi Raccontami la notte in cui sono nato (2008), Dove eravate tutti (2011, Premio Mondello e Super Premio Vittorini) e Mandami tanta vita (2013, Premio Salerno Libro d’Europa, Premio Fiesole Narrativa e finalista Premio Strega), tutti nel catalogo Feltrinelli dove, nella collana digitale Zoom, sono anche compresi gli scritti La meravigliosa stranezza di essere vivi (2012) e L’Italia del pomeriggio (2014). Per l’Universale Economica ha curato un’antologia di Piero Gobetti, Avanti nella lotta, amore mio! Scritture 1918-1926 (2016). Molti suoi libri sono nati da dialoghi: con Indro Montanelli, a cui ha dedicato Tutte le speranze(2014, Premio Benedetto Croce), con Antonio Debenedetti, Dacia Maraini, Raffaele La Capria, Antonio Tabucchi, di cui ha curato Viaggi e altri viaggi (Feltrinelli, 2010), e Nanni Moretti. Ha pubblicato tra l’altro Ogni viaggio è un romanzo (2007), per bambini La mucca volante (2014, finalista Premio Strega Ragazze e Ragazzi) e Giacomo il signor bambino (2015; Premio Rodari), per il teatro Istruzioni per non morire in pace (2015). È tradotto in diverse lingue europee.

 

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