Simona Baldelli, La vita a rovescio

Editore: Giunti

Una donna ama un’altra donna. E’  il 1735.
Dopo l’edizione di The Danish Girl di David Ebershoff, Giunti pubblica un altro percorso a rovescio, in questo caso di una donna che si maschera da uomo per poter amare sfuggendo alle condanne di stregoneria.
I temi dell’emancipazione femminile e dell’identità sessuale si dipanano in un universo picaresco, pervaso da un sottile erotismo.

Sinossi

Roma, anno 1735. Né ricca, né bella, il volto sfigurato dal vaiolo, Caterina Vizzani ha quattordici anni ed è convinta di essere nata a rovescio: ama lavorare nella falegnameria del padre, detesta il cucito e le altre occupazioni femminili, e il pensiero di sposarsi la terrorizza. Ma proprio a scuola di ricamo incontra Margherita, la figlia di un avvocato molto vicino al Papa, che la conquista leggendole le meravigliose avventure di Bradamante, la donna cavaliere dell’Orlando innamorato.
Caterina non ha più dubbi: lei ama le donne e sopra tutte Margherita, di un amore grande e insaziabile che le fa sperimentare per la prima volta i piaceri del sesso.
Ma quando la madre di Margherita le coglie in flagrante, la vita di Caterina subisce una brusca svolta: con una denuncia per sodomia e stregoneria che le pende sulla testa, è costretta a fuggire e a nascondersi.
Se Caterina fosse un uomo, sarebbe tutto diverso, potrebbe continuare a sedurre le femmine alla luce del sole e provare a ribaltare la propria vita. Così decide di vestire panni maschili e trasformarsi in Giovanni Bordoni. Come per magia le porte della società si spalancano: guadagna libertà di movimento e indipendenza economica e impara cos’è un uomo dal punto di vista sociale e psicologico.
A causa di una “fuitina”,  a 25 anni venne uccisa e solo allo Spedale di Siena ci si accorse che era una donna. Lei, intanto, prima di morire aveva chiesto a una suora di essere sepolta vestita di bianco come le vergini, confermando la sua natura femminile La sua natura è materna e si contrappone al maschilismo che soggioga il mondo.
Ispirato alla monografia che nel 2014 il sociologo Marzio Barbagli ha dedicato al caso, a sua volta sviluppato sulla base del saggio scritto dal medico Giovanni Bianchi, che raccolse le testimonianze dirette dei conoscenti.

 

Dicono del libro

Paolo Sortino su «Il Giornale»: «Composto attraverso ricostruzioni storiche di un realismo e una vividezza senza precedenti nella narrativa italiana recente, questo romanzo compete con Il profumo di Süskind, estendendo a tutti gli altri sensi del lettore la consapevolezza che è del nostro tempo che sta narrando».

Sara Pian ne «La voce di Venezia»: «Nel raccontare una storia d’amore sofferta quanto appassionata, l’autrice compie un passo ulteriore portando i lettori ad una riflessione molto più ampia su cosa voglia dire essere donna».

 

L’autrice

Simona Baldelli è nata a Pesaro e vive a Roma. Ha esordito nella narrativa nel 2013 con Evelina e le fate, finalista al Premio Calvino 2012 e vincitore Premio John Fante opera prima. Nel 2014 ha pubblicato Il tempo bambino.