Recensioni a “Il volo dell’airone. Il romanzo della vita di Fausto Coppi” di Giancarlo Governi

“Il volo dell’airone. Il romanzo della vita di Fausto Coppi” di Giancarlo Governi

È la storia di un grande campione non solo del ciclismo, ma dello sport in generale. È anche la storia di un uomo che ha avuto una vita da romanzo. Nato nel 1919 a Castellania in provincia di Alessandria, Fausto Coppi inizia la sua carriera giovanissimo. Nel 1940, ancora sconosciuto, viene ingaggiato come gregario nella squadra di Gino Bartali, campione già affermato.
La sua vita all’ombra del grande campione sembra già scritta ed invece Coppi ribalta le gerarchie e vince il Giro d’Italia davanti ad un Bartali furente. Comincia così una rivalità che negli anni dividerà l’Italia in due, ingigantendo le mitiche figure di Coppi e Bartali, rappresentanti del periodo migliore del ciclismo italiano e mondiale. In carriera Coppi vince cinque Giro d’Italia, arrivando anche due volte secondo, e due Tour de France. Nel suo palmarès ci sono anche due Mondiali su pista ed uno su strada, nonché il record dell’ora.
Tuttavia, nella sua vita non ci sono solo i trionfi, ma anche le sconfitte. C’è il dolore per la morte del padre e quella per il fratello Serse, al quale era particolarmente legato. Poi c’è la vita privata. Fausto Coppi si sposa, nasce la figlia Marina, ma nel 1953 questa “normalità” termina bruscamente. Fausto conosce Giulia Occhini, colei che per la stampa diventerà ben presto “la dama bianca” e per lei lascia la famiglia. Per l’Italia degli anni Cinquanta è un fatto inaudito, specialmente perché compiuto da una celebrità quale è Coppi. Ancora una volta il nome del Campionissimo appare su tutti i giornali, ma non più per le imprese sportive. Infine, c’è la morte per malaria il 2 gennaio 1960 a soli 40 anni.
Un libro molto interessante, coinvolgente e scorrevole nella lettura. Oltre alla storia personale di un grande sportivo, c’è l’Italia del dopoguerra e della sua ricostruzione. Un paese che aveva bisogno di eroi positivi, ma allo stesso tempo un’Italia dalla morale bacchettona e clericale, con il divorzio ancora illegale e l’adulterio considerato reato.

Roberto Conte