Recensioni a “L’Anti-Fedro Nubicuculia Ade o la rivolta dei sapienti” di Giuseppe Turturiello

“L’Anti-Fedro Nubicuculia Ade o la rivolta dei sapienti” di Giuseppe Turturiello

Si deve avere affinità coi classici per imparare a scrivere da loro. Una scrittura che porta i segni della “limatura”, quella di Turturiello, della paziente e attenta ricerca della formula giusta, dell’espressione elegante. I tre racconti che propone sono infatti questo: un dialogo vivo con i classici, alla maniera dei classici. Come Dante nel quarto canto dell’Inferno, anche Turturiello – in questi tre racconti – propone, in forme diverse, una catabasi che lo porta al cospetto dei grandi del passato; lo si vede così dialogare con Luciano di Samosata, con Eschilo, con Catone e con altri. Turturiello prende il lettore sul serio, non gli concede di distrarsi: lo vuole compagno nella sua avventura fatta di processi, dibattiti, confronti. Un libro intelligente e dall’ottimo stile.

Shady dell’Amico

Almeno due, nei tre nuovi racconti filosofici di Turturiello, per un totale di circa cento scorrevoli pagine, sono le evidenti analogie al di là degli altrettanto evidenti elementi che richiamano la Commedia dantesca, ovvero la provocazione, dovuta a una mentalità giovanile e all’ispirazione al greco Luciano di Samosata, e il bisogno di idealismo, da intendersi in senso straordinariamente non tecnico per un filosofo che abbia conseguito una laurea, ma quale recupero di imprescindibili valori sentiti come perduti.Così, la funzione protrettica, il proposito primario che ha spinto l’autore a trasferirsi dalla saggistica alla narrativa, è assolta, onde smuovere con decisione, e anche con ironia, le coscienze, attraverso la creazione di due atmosfere quasi distopiche e una più utopica, ma coi suoi limiti: se nelle Isole dei Beati si tiene tra i sapienti un processo assurdo contro i filo-pederasti e nell’Ade i sapienti si ribellano al modo di giudicare le anime da parte del dio dei morti soccombendo miseramente al suo volere dittatoriale, nella città celeste di Nubicuculia i dibattiti sono più razionali, ma gravano sui sapienti sottili pregiudizi e discriminazioni, soprattutto sulle donne (anche se in realtà stereotipi su donne e filosofi sono diffusi in tutte e tre le narrazioni, al punto da far significativamente riflettere il lettore sullo status di saggi dei protagonisti).Distinto senza dubbio, a prescindere se positivamente o negativamente – dipende dal singolo fruitore -, lo stile dell’autore, basato su caratteristiche oggi poco comuni, dal periodare disteso e ampio al lessico letterario e arcaizzante, tuttavia comunque di lettura poco ostica.

Pasquale Tortorella

Cosa può esserci di più bello, per chi ama la filosofia, di trovarsi a dialogare faccia a faccia con i più grandi filosofi del passato? Sarebbe senz’altro un sogno! In questi tre racconti questo sogno diventa realtà; infatti il protagonista, un po’ come un novello Dante, si trova inaspettatamente catapultato in un Aldilà in cui dimorano le anime di questi grandi uomini. Loro non sono affatto stupiti di vederlo, anzi, sembra che lo stiano aspettando. Cosa fanno? Cosa li preoccupa? Cosa pensano dell’umanità attuale? Questi racconti filosofici non sono solo una lettura piacevole, ma anche un’occasione per riflettere su temi morali e spirituali che riguardano i nostri tempi e che emergono con forza confrontando presente e passato.

Elisa Rosso