È un viaggio nella cura del corpo e della mente l’incontro con Labomar, azienda leader nella nutraceutica nata nel 1998 a Istrana, in provincia di Treviso, e che di quel territorio assorbe gli umori, le spinte propositive ed emozionali. Difficile non meravigliarsi della straordinaria “ingegneria” del benessere messa a punto da questa realtà in cui ogni elemento – ogni aspetto teorico, pratico e prospettico – è disposto al punto giusto: elaborato, pensato e realizzato per dar vita a un meccanismo armonico, di linearità e condivisione. Non è un caso che Walter Bertin, Ceo e fondatore di Labomar, ci accolga con un sorriso spontaneo, di quelli che rivelano soddisfazione per ciò che si è costruito e per il metodo alla base delle proprie scelte quotidiane: «La predisposizione all’ascolto è una qualità essenziale. Serve aprirsi al prossimo, accogliere le sue richieste, le sue idee. Non dar mai per scontato ciò che l’altro può suggerirti. È per questo che in azienda, ancor prima dei professionisti, cerco persone empatiche, che sappiano guardare oltre, rompere gli steccati. In fondo è ciò che ho fatto anch’io, quando dal retro della farmacia di famiglia ho deciso di allungare lo sguardo e trasformare il laboratorio di preparazioni in una grande scommessa».

Una scelta vincente, che ha portato la realtà trevigiana a strutturarsi come Gruppo con sei aziende attive tra Italia e Canada, sei stabilimenti produttivi e oltre trecento clienti. La fortuna, del resto, arride agli audaci, tanto più se si ha metodo, forza di volontà, occhi puntati a un futuro in costruzione. «L’azienda è nata quando ho deciso di dar corpo e ali a quella che è sempre stata la mia passione – racconta Bertin – un sogno coltivato da quando ho iniziato a lavorare nella farmacia fondata da mio nonno a Istrana più di cento anni fa». Qui il futuro imprenditore respira un’atmosfera fatta di odori, ricordi, di antichi saperi. Qualcosa difficile da rievocare, eppure capace di trasmettere il senso di un’impresa che affonda le sue radici in un passato fatto di esperienza e tradizione. «Nel creare Labomar è stato fondamentale avere alle spalle questo retroterra. La cultura delle preparazioni, del farmacista che dedica anima e mente allo studio e alla sperimentazione, ha orientato la mia visione. Negli anni Ottanta, quando ho cominciato a lavorare, i farmaci si vendevano in confezione: una spinta in avanti notevole, che però rischiava di cancellare il lato artigiano. Per questo, dopo pochissimo tempo, ho creato un piccolo laboratorio per realizzare sciroppi, capsule, preparati di vario tipo. I clienti apprezzavano molto. Così l’entusiasmo è cresciuto e il passo successivo è stato dotarsi di una struttura per creare i prodotti in sicurezza».

C’è, nel racconto che fa Bertin, un senso di prodigio che evoca lo stupore delle scoperte, quell’impasto inspiegabile di razionalità e “magia” che sempre è alla base delle esperienze più autentiche. La fondazione di Labomar, al termine degli anni Novanta, si configura in questa prospettiva come il punto di arrivo di un percorso ricercato, costruito passo passo, capace al contempo di irradiarsi in molteplici direzioni tutte finalizzate all’arricchimento di un progetto unico, che ha al centro il benessere dell’individuo. «In seguito alla creazione del laboratorio mi ero messo in testa di distribuire i miei prodotti personalizzando l’etichetta di altri farmacisti. Era un’idea stimolante, ma estremamente complessa» racconta Bertin. «Poi nel 2012 è arrivato il Fondo italiano di investimento che ha acquisito il 29% dando una spinta fondamentale alla strutturazione dell’azienda in termini di sviluppo e investimenti. L’azienda, in tutti questi anni, non ha mai smesso di fare della ricerca e dello sviluppo il proprio punto di forza, mettendo al centro la qualità della medicina naturale in anni in cui tali rimedi erano considerati ancora “controversi”».
Nulla di più coraggioso e lungimirante per chi opera in un settore come quello farmaceutico, costantemente in evoluzione e soggetto agli “umori” di una società di cui occorre captare bisogni, esigenze, tendenze ancora in nuce. Il versante qualitativo è fondamentale, là dove il supporto offerto ai partner si traduce in una vera e propria officina di idee innovative, tecnologie brevettate, richieste accolte e sviluppate con sguardo critico. L’ascolto, ancora una volta, si rivela fondamentale. Soddisfare il cliente significa infatti saper coniugare esigenze di mercato e nuove sensibilità, come rivela ad esempio l’attenzione rivolta al tema del declino cognitivo, della mobilità e della cura dello stress. In un’epoca sempre più accelerata, in dis-equilibrio nei tempi stretti della vita sociale e del lavoro, offrire preparati per i disturbi digestivi, tensione, ansia, significa intercettare una gamma di bisogni reali. Così come l’urgenza di prendersi cura del proprio corpo, con l’offerta di integratori energetici per chi pratica sport o semplicemente ha bisogno di un boost di vitalità per affrontare le giornate.


Tutto, nell’universo Labomar, è un termometro efficace dello “stato delle cose”, un punto d’osservazione delle ultime tendenze che occorre affinare costantemente con ricerca, investimenti e progetti. «Nel 2020 Labomar è entrata in Borsa (da cui è uscita nel 2022 NdR) – dichiara Bertin – operazione che ci ha consentito di fare acquisizioni e completare la filiera. In due anni abbiamo investito in nuove attività e progetti, ampliato le nostre strutture e assunto nuovi professionisti del settore con uno sguardo privilegiato al valore umano. L’espansione dell’azienda, sempre finalizzata a cogliere nuove opportunità, ha preso corpo con l’acquisizione della canadese Importfab, oggi Labomar Canada, per poi proseguire con Welcare in Umbria (che sviluppa, produce e commercializza dispositivi medici per la prevenzione e il trattamento di infezioni NdR), Labiotre in Toscana, nel cuore del Chianti (specializzata in estrazione di erbe officinali e nella formulazione di integratori alimentari NdR), Sphera (un progetto con l’Università di Verona), Laboratorios Entema (azienda spagnola specializzata nella produzione di prodotti cosmetici funzionali, integratori alimentari). L’ultima ad entrare nella famiglia Labomar, la finlandese Pharmia (tra le principali CDMO di integratori alimentari e dispositivi medici in Europa)».



Una convergenza di mondi affini che ha messo in comune un portato di qualità e passione in grado di costruire un amalgama armonico, tramato di passione, entusiasmo ed empatia. Fa bene al cuore, per quanto tale espressioni risulti frusta, vedere i sorrisi che illuminano i volti di chi lavora nello stabilimento produttivo, a dimostrazione di come la ricerca del benessere – della bellezza attraverso il benessere – si traduca in termini di rapporti umani, di equilibri sensibili agli stessi. «La qualità di vita delle persone è qualcosa che cerchiamo di diffondere anche all’interno degli ambienti di lavoro» afferma con convinzione Bertin. «Si tratta di una motivazione forte, che trama e sostanzia il nostro lavoro. Il benessere, lo stare bene, passa attraverso la cura delle relazioni, la comprensione, la costruzione di un contesto sano».


In quest’ottica anche il lavoro sulla sostenibilità si rivela fondamentale; nel 2020 Labomar è diventata Società Benefit in un’ottica di crescita inclusiva e rispettosa dei parametri ambientali per ottenere poi, tre anni fa, la certificazione B Corp, il riconoscimento massimo dell’impatto positivo esercitato da un’azienda nei confronti dell’ambiente e della comunità che lo abita. La vision dell’impresa – che è in fondo sempre quella del fondatore – è creare prodotti per qualità della vita ponendo l’accento su ciò che è necessario captare, realizzare e poi far viaggiare in proprio, come un prodotto pronto a fare del bene, o almeno a contribuire al miglioramento delle condizioni attuali.



È un po’, in fondo, ciò che accadeva con le narrazioni, con gli antichi miti che servivano a orientarsi nel mondo, ad arricchire la conoscenza e forse a garantire serenità, là dove ogni aspetto poteva trovare un senso e divenire porta d’accesso a un nuovo orizzonte. Così è nelle aziende che hanno il cuore nella tradizione guardando sempre al futuro, e concepiscono la propria storia come un percorso senza fine.
Ginevra Amadio
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