Le “39 Venezie” di Ivo Prandin

Ivo Prandin, firma storica delle pagine culturali di Il Gazzettino, ha avuto la proposta da parte della casa editrice veneziana ‘lineadacqua’ di ripubblicare a distanza di 50 anni il libro “38 Venezia” edito nel 1967 da Bino Rebellato, fine editore e uomo di lettere padovano.

L’idea si è rivelata vincente, e, nella versione 3.0 quelle Venezie sono diventate 39, per colmare una dimenticanza di Prandin nei riguardi di Carlo Della Corte.

Il libro, godibilissimo, raccoglie trentanove interviste a altrettanti intellettuali italiani e stranieri che, attraversando l’orizzonte cosmopolita della città lagunare, raccontavano il loro punto di vista – a volte eterodosso- su Venezia e il suo destino; quelle interviste venivano pubblicate settimanalmente nella rubrica ‘La loro Venezia’, nelle pagine di Il Gazzettino.

 

Dagli scrittori veneti quali Comisso, Berto, Parise, Cibotto, Buzzati, Valeri, Salvalaggio, Della Corte, alle glorie nazionali quali Ungaretti, Quasimodo, Moravia, Pasolini, Calvino, da artisti come De Chirico, Sciltian, Sutherland, il panorama che si delinea nelle chiacchierate provocate e raccolte da Ivo Prandin definisce bene il clima culturale del finire degli anni Sessanta.

Un tempo quello in cui l’entusiasmo della rivolta stava raggiungendo le pigre coste mediterranee, ma è un Sessantotto di personaggi già saldamente in sella alla fama questo che ci regala Prandin: eppure tra le righe si coglie una inquietudine che serpeggia e emerge dalle parole, a volte, un po’ affannate degli intellettuali italiani che cercano di definire il fascino e la sorte a venire di Venezia e con essa, mi pare, della eredità artistica e culturale del nostro Paese.

 

 

Accanto al tema specifico di dolorosa attualità, questo coro di voci illustri ci permette di ricavare qualche spunto inedito per una riflessione sulla storia delle letteratura italiana: le parole di Giuseppe Berto, ad esempio, sul suo complesso di inferiorità da ‘campagnolo’ e sulla rivalsa del mestiere di scrittore, oppure la visione ‘planetaria’ della Venezia di Calvino che- mi è piaciuto dedurlo e così lo propongo- è servita forse da spunto per la stesura ( successiva all’intervista di Prandin) del meraviglioso “Le città invisibili” del 1972.

 

 

A distanza di cinquant’anni le parole degli scrittori e  artisti ci giungono ancora dotate di sorprendente freschezza e pertinente attualità: molto è contenuto in questa raccolta di idee e emozioni suscitate da Venezia, anche ipotesi geniali, visioni di un futuro possibile, come quella formulata dal cardinale Giovanni Urbani che immaginava la città lagunare capitale di una Europa ancora tutta da costruire.

Isabella Panfido

 

Vi proponiamo la lettura dell’intervista di Ivo Prandin a Giovanni Comisso contenuta in 39 Venezie di Ivo Prandin

“39 Venezie”, Ivo Prandin, lineadacqua edizioni, pagine 175, euro 18.

 

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