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Giovanni Comisso - Un ritratto di Tono Zancanaro
Rileggere Comisso

Un ritratto di Tono Zancanaro

di Giovanni Comisso

Sarebbe rapporto ideale tra gli uomini che con lo stesso fiuto degli animali si potesse comprendere le cose perfette senza bisogno di intermediario.
E qui mi sento avvilito nel dover fare da intermediario tra l’opera di Tono Zancanaro e molti uomini che ancora non sono convinti dell’assoluta bellezza dei suoi disegni.

Tono Zancanaro, circa 1930 (Archivio Storico Tono Zancanaro)

Di recente credo di essermi convinto d’una cosa. Il nostro cervello, che è la base della nostra vita, ha tre possibilità per formulare le idee. La prima a mezzo dell’esperienza. La seconda a mezzo dell’intuizione (intuire è come nella geometria quando si dice dato un angolo e due lati si può trovare il valore dell’altro lato). La terza possibilità è data dal potere autonomo che il cervello ha, come se fosse una macchina, sensibile a sè, inserita in noi, di captare fatti e cose, senza limitazione di tempo e di spazio.
Questa possibilità autonoma può captare fatti e cose che non ci riguardano, che non sono stati mai da noi sperimentati e che neanche possono mai essere da noi intuiti non avendo di essi alcun punto geometrico di partenza.

Tono Zancanaro - Alluvione in Polesine (Archivio Storico Tono Zancanaro)
Tono Zancanaro – Alluvione in Polesine (Archivio Storico Tono Zancanaro)

Ho scoperto questa possibilità autonoma del cervello umano perché l’altra notte mi sono sognato di fatti, di cose perfino di odori che non hanno assolutamente alcuna ragione evocativa da conoscenze, da esperienze, da dati anche minimi a me relativi.
In quel sogno mi trovavo a subire fatti, cose e odori captati dal mio cervello o nel passato o nel futuro di altri esseri umani, forse appartenenti alla mia stessa stirpe o al mio gruppo ancestrale e forse a esseri umani ancora da apparire.

  • Tono Zancanaro - Il Gibbo
Tono Zancanaro – Il Gibbo (Archivio Storico Tono Zancanaro)

Ora io credo che l’opera di Tono Zancanaro sia in parte conseguenza della sua esperienza artistica, in parte sia intuizione, ma in gran parte sia anche conseguenza delle possibilità autonome del suo cervello.
Egli come è trasandato, imperfetto, starei per dire bislacco e talvolta indisponente non può essere consapevolmente e direttamente creatore di quelle limpide, estese, sublimi immagini che traccia con la sua mano.
Egli è il medium del suo cervello e il suo cervello è in grandissima parte un registratore, autonomo dal suo corpo, che capta quelle forme esistite secoli prima di Cristo o che forse si realizzeranno sulla terra nei secoli futuri.

Tono Zancanaro vive con la sua opera come io ho vissuto l’altra notte nel mio sogno e credo che egli stesso come ha finito un suo disegno si debba chiedere dove e quando abbia visto quello che ha tracciato.

“Piazza Navona e Passetto delle 5 Lune, 1969, cere grasse mm 498×700 – ASTZ 16275” by manlio.gaddi is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Lo stesso si può dire per molti pittori di ogni epoca e che per questa non immediatezza con la vita da loro vissuta si dicono appunto metafisici.
Ma più che ad altri si può paragonare per la strabiliante architettura delle figure e delle composizioni con prodigiosa fantasia ad Alberto Durer e a Gerolamo Bosch.

Giovanni Comisso

Testo pubblicato nel Catalogo della Mostra alla Galleria “Il Bulino” di Ferrara (1961).

Immagine in evidenza: Tono Zancanaro – Mondine di Roncoferraro.
Immagini da CC-Search e da “Archivio Storico Tono Zancanaro“

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