Un respiro di rigore e d’intelletto. È questa la sensazione che si avverte varcando i cancelli di Gruppo Euromobil a Falzè di Piave (TV), tra orizzonti di viti e i profili delle colline trevigiane. A prima vista senz’altro un’azienda dal sapore contemporaneo, con linee produttive che scorrono con precisione, il ritmo chiaro delle macchine, la decisione delle forme. Eppure entrando nella sede del Gruppo si ha l’impressione di attraversare qualcosa di diverso, un luogo in cui la produzione industriale incontra la cultura del progetto e dove la bellezza è parte integrante della vocazione aziendale. Qui la manifattura d’arredo non è infatti un semplice computo di moduli, incastri e materiali, ma la declinazione fisica di un pensiero umanistico: l’idea incantevole e tenace che l’industria non possa prescindere dal gusto estetico e che la fabbrica sia, per sua stessa natura, un presidio culturale.

Headquarter Euromobil, Falzè di Piave (TV) Opera “Astati” di Nag Arnoldi.

Headquarter Zalf, Maser (TV), opera “Intimità” di Natalino Andolfatto.

Headquarter Desiree, Tezze di Piave (TV). Opera “Il Grande Angelo” di Pablo Atchugarry
Difficile capire l’essenza di questa mission se non si incrociano lo sguardo e l’azione di Antonio, Fiorenzo, Gaspare e Giancarlo Lucchetta, i fondatori del Gruppo che con passione, lungimiranza e determinazione portano avanti un’azienda composta da tre brand – Euromobil, Zalf e Desiree – profondamente trasformatasi nel tempo fino a diventare uno dei più importanti gruppi industriali nel mercato dell’arredamento.
La storia di questa realtà, celebrata nello splendido volume edito Skira dal titolo Gruppo Euromobil, un’impresa di design tra arte e sport (2009) somiglia a un saggio sulla pazienza artigiana applicata alla precisione seriale, nel giusto equilibrio tra innovazione, tradizione, qualità e accessibilità. Tutto ha inizio nel 1972 con Euromobil cucine, a cui si affiancano nel 1974 i sistemi per la zona giorno e notte di Zalf e, nel 1995, gli imbottiti di Desiree. Tre marchi autonomi che oggi si muovono come un unico solo, capaci di tradurre i bisogni dell’abitare contemporaneo in schemi di limpida e suggestiva armonia.

Foto ricordo della famiglia Lucchetta. Si riconoscono mamma Luigia (la prima a sinistra) e papà Luigi (l’ultimo a destra), con nell’ordine i figli Giancarlo, Fiorenzo, Gasperina, Antonio, Maria, Gaspare e Giuseppe.

I Fratelli Lucchetta, da sinistra Giancarlo, Antonio, Gaspare e Fiorenzo.
«Integrare l’arte con l’industria rende diverso il nostro modo di essere azienda e fa crescere culturalmente tutte le persone che vi sono collegate» si legge in una dichiarazione di Gaspare Lucchetta che apre la sezione del sito dedicata al lungo, consolidato rapporto di Euromobil con il mondo dell’arte il quale – prosegue – «allena l’occhio al bello e ci rende sereni». Niente di più preciso per addentrarsi in una visione che si respira persino negli spazi della sede, dalle aree comuni agli uffici, dai corridoi ai reparti produttivi. Attraversare il grande edificio equivale infatti a veder sfumare l’archetipo dello stabilimento industriale classico per lasciare il posto a una galleria d’arte diffusa, con tele geometriche, opere figurative, sculture che campeggiano negli interni e nel parco aziendale pensate per accogliere chi lavora e chi visita, segno tangibile di una relazione quarantennale con il mondo della cultura visiva.
I fratelli Lucchetta incarnano, del resto, una forma di mecenatismo moderno e partecipativo teso, nel tempo, a promuovere centinaia di mostre internazionali dedicate a grandi maestri come Leonardo a Vinci al Louvre, ai protagonisti dell’Impressionismo come Claude Monet e Pierre-Auguste Renoir, fino ai linguaggi di Vincent Van Gogh, Paul Gauguin e Paul Cézanne. Parallelamente, Gruppo Euromobil esplora da sempre movimenti fondamentali del Novecento, dallo Spazialismo al Cinetismo e l’Arte Analitica mantenendo sempre uno sguardo attento e sensibile verso la ricerca contemporanea. In questo scenario si inserisce anche il sostegno ai giovani talenti, attraverso iniziative come il Premio internazionale Gruppo Euromobil Under 30, promosso in occasione della partecipazione come main sponsor ad Arte Fiera Bologna.


L’assegnazione del Premio Euromobil 2008 a Paolo Maggis per l’opera Ballon’s Boy. Da sinistra Roberto Gobbo, Fiorenzo e Gaspare Lucchetta, Aldo Colonetti, Philippe Daverio, Silvia Evangelisti, Paolo Maggis, Giancarlo e Antonio Lucchetta.

I Fratelli Lucchetta nello studio del Maestro Carmelo Zotti.
Da sinistra Gaspare, Giancarlo, Carmelo Zotti con la moglie Brigitte e i loro figli, Antonio e Fiorenzo.

Opera “Nature morte” 1839-1840 di François-Alphonse Fortier, Parigi, Société française de photographie.
L’attività culturale rappresenta per l’azienda il naturale sbocco di una visione imprenditoriale che fa, del dialogo tra le arti, la chiave di lettura della progettazione e dell’interpretazione dello spazio umano come intreccio di relazioni, visioni, ispirazioni. Le collezioni di cucine Euromobil, l’eleganza dei complementi d’arredo Zalf, il comfort di Desiree si muovono su filoni concettuali che ricalcano spesso, volutamente, i gesti grafici e cromatici degli artisti, trovando nel flagship store di Milano inaugurato nel 2020 o nel Company Showroom di Falzè di Piave, un palcoscenico su cui mettere in scena il gusto e l’ispirazione alla base di ogni idea creativa.

L’incontro tra la tecnologia e il sapere artigiano, che è poi una delle cifre distintive dell’azienda, costituisce la base di un’identità che ruota attorno a una precisa idea dell’abitare, misurata sulla flessibilità, sull’evoluzione del concetto di famiglia, sulla necessità di garantire spazi funzionali creando sempre nuove connessioni rivolte alla contemporaneità e al bisogno di intercettare i mutamenti della vita odierna. Lo mostra, ad esempio, l’attenzione al tema del “contenimento”, là dove lo spazio è ripensato in chiave dinamica ed esclusiva, realizzando volumi contenutivi che non snaturano l’immagine della cucina come luogo deputato al calore, all’affetto, alla cura.
Tutto, nei tre marchi del Gruppo chiamati a interpretare i differenti ambienti della casa, racconta un percorso di continuità che passa attraverso la cura dei dettagli, il bello del prodotto finito, la precisione mediante cui ogni elemento sembra partecipare a una visione nella quale forma, funzione e durata sono chiamate a dialogare.

Divano e tavolini Homan, design Matteo Thun & Antonio Rodirguez. Poltrona Tè, design Setsu e Shinobu Ito.

Divano Melvil, design Marc Sadler. Tavolini Dorvan, design Matteo Thun & Antonio Rodirguez.
Camminando tra i reparti, lo sguardo si posa sulle superfici, sui quadri alle pareti, si estende poi a seguire i tagli delle macchine, a scrutare la precisione con cui gli operatori verificano finiture e dettagli. La produzione, certo altamente tecnologica, si avvale dell’insostituibile contribuito umano specialmente nei passaggi che richiedono esperienza, sensibilità, capacità di valutazione. In questo senso, la realtà di Gruppo Euromobil pratica una logica di integrazione, in cui i sistemi digitali dialogano costantemente con la progettazione, con il controllo qualità, con la logistica, con la ricerca dei materiali e il gusto delle collaborazioni che trova, nell’occhio artistico, una fonte di imprescindibile ispirazione. Significativo il contributo di Roberto Gobbo, architetto e designer trevigiano che condivide con la famiglia Lucchetta la stessa visione del mondo del design, portando alla creazione di collezioni fatte di eleganza, essenzialità, gusto. Altrettanto importanti inoltre, le collaborazioni con personalità del calibro di Setsu & Shinobu Ito, Jai Jalan, Marc Sadler, Tobia Scarpa, Matteo Thun & Antonio Rodriguez.
Tutto, nell’universo di Gruppo Euromobil, parla di bellezza e ingegno, di prestigio e armonia. Ogni scelta, ogni fase produttiva, sembra contribuire a un ecosistema pensato per ridurre sprechi e ottimizzare risorse. L’attenzione alla sostenibilità dei materiali, l’uso di pannelli ecologici e la riduzione degli impatti ambientali non sono concessioni alle tendenze di un presente che si vuole green per esigenza, ma atti di rispetto verso il territorio d’origine. Sta in questo, infatti, l’altro grande faro della visione del Gruppo: il racconto di un’area che nel panorama inter-nazionale rappresenta un sistema irripetibile. Il Veneto, infatti, è una di quelle zone che hanno maggiormente contribuito alla costruzione del Made in Italy nel settore dell’arredo. Un distretto dove la cultura manifatturiera si è evoluta senza perdere il legame con le proprie radici, dove le imprese sono cresciute, hanno investito in innovazione e in apertura al mercato globale, continuando tuttavia a custodire un rapporto profondo con il luogo in cui sono nate.

Cucina Margo Antis, design R&S Eurmobil e Roberto Gobbo.

Cucina Margo Antis, design R&S Eurmobil e Roberto Gobbo.
In questo senso, la storia di gruppo Euromobil rappresenta un esempio significativo della peculiarità del Nord Est, dove dal nucleo primario della famiglia nascono idee, slanci e sguardi capaci di trasformarsi in imprese che abbracciano l’Europa e il mondo. L’azienda, che realizza la propria produzione unicamente in Italia, garantisce inoltre una filiera di qualità e un design totalmente Made in Italy, con un centro Ricerca & Sviluppo che progetta in collaborazione con architetti e designers di fama internazionale. Con circa 800 punti vendita in quaranta Paesi e più di 250 collaboratori, il Gruppo costituisce un virtuoso case study capace di illuminare le potenzialità di un progetto che fa dell’integrazione tra visioni e discipline il punto di forza della sua azione.

Company Showroom Zalf, Maser (TV).

Armadio Alterna, design R&S Zalf e Roberto Gobbo.

Cabina Armadio Flexy e armadio Alterna, design R&S Zalf e Roberto Gobbo.
Ecco allora che, ancora una volta, risultano illuminanti le parole dei fratelli Lucchetta: «È nostra convinzione che il design, l’arte e lo sport siano uniti dalla medesima esigenza di arricchire l’anima e la vita dell’uomo portandoci lontano: ovunque possiamo trovare intuizione, fantasia e nuove energie».
L’altra grande passione di questa realtà multiforme è infatti quella per lo sport, universo in continua evoluzione e fatto di sfide da vincere. Nulla di più stimolante per un’azienda che si riconosce nei valori della condivisione, della ricerca, del coraggio di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Il Gruppo entra così nel ciclismo nel 1982 con la Zalf Euromobil Desiree Fior, che sul fronte dilettantistico a livello nazionale e internazionale ha conquistato 8 titoli mondiali, 3 europei, 30 nazionali, più di 1500 corse vinte e tanti atleti passati al professionismo come, tra gli altri, Ivan Basso, Sonny Colbrelli, Maurizio Fondriest, Mirco Gualdi, Daniele Pontoni. E poi le avventure della pallavolo, del basket, del calcio con la sponsorizzazione del Perugia di Aldo Agroppi e della squadra femminile del Modena, l’ideazione del premio Bomber Goal Europa per il primo cannoniere della serie A e il nome Euromobil sulle maglie della Nazionale che, qualche anno dopo il magico Mondiale dell’82, è scesa in campo in occasione di 3 partite celebrative di quell’evento. Quella del Gruppo, del resto, è la dimostrazione che la grande industria italiana sa e può anche essere un centro di pensiero. Un luogo in cui il profitto si fa cultura e la materia, plasmata dall’ingegno e illuminata dall’arte, riesce a farsi laboratorio di idee, centro di elaborazione, casa in cui trovarsi accolti. Un microcosmo operoso che continua a ricordare al mondo la forza generativa del saper fare, e la bellezza – in fondo – come musa ispiratrice di ogni impresa.
Ginevra Amadio
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Cucina Telero, design R&S Eurmobil e Roberto Gobbo. © Gruppo Euromobil