Vitaliano Trevisan. North by North-East

La magia del teatro. In Piazza Comisso.
La realizza per noi Vitaliano Trevisan regalandoci in anteprima la lettura di North by North-East, composto da due sketch inediti Coffee shop e Una start-up. Un dittico veneto.

Il dittico rientra nella ricca la programmazione del Teatro di Roma per la stagione 2017/18.

Il Teatro è uguale per tutti, è il filo conduttore degli spettacoli che andranno in scena sui palcoscenici del Teatro Argentina e del Teatro India.

Questo imperativo  riafferma l’idea di una programmazione in cui ognuno possa ritrovarsi e riconoscersi cittadino di un “luogo” plurale e aperto a tutti: una comunità di artisti e pubblico vivace e partecipe.

Molteplici i percorsi offerti dal Nazionale, focalizziamo l’attenzione su I nostri paesaggi teatrali : creazioni collettive, affreschi contemporanei in forma di ritratto, per restituire al teatro il suo essere specchio delle comunità. Apre la stagione dell’Argentina (11 settembre) Ritratto di una Nazione – L’Italia al lavoro, Venti quadri teatrali delle Regioni del Paese – Prima parte, curato da Antonio Calbi e Fabrizio Arcuri. A dar voce alle prime 8 regioni, con lingue e poetiche differenti, Marta Cuscunà (Friuli Venezia Giulia), Davide Enia (Sicilia), Renato Gabrielli (Lombardia), Saverio La Ruina(Calabria), Alessandro Leogrande (Puglia), Marco Martinelli (Emilia Romagna), Michela Murgia (Sardegna), Vitaliano Trevisan,in scena con Giuseppe Battiston e Roberto Citran,  (Veneto), Wu Ming 2 e Ivan Brentari (intermezzo)

Ritratto di una nazione

Immergiamoci allora nelle atmosfere di North by North-East.

Si alza il sipario e ci ritroviamo a Venezia. E’ il momento di Coffee shop (Scarica il PDF)

Ispirato a La bottega del caffè di Carlo Goldoni, in Coffe shop Pantalone e don Marzio concludono affari in un caffè di Venezia, trattando sullo zucchero a velo e sui pandori, e disquisendo dei piaceri della vita, come il piacere di un caffè fatto come si deve.

Una piazzetta in Venezia
Un’insegna: La Bottega del Caffè, dal 1750
Don Marzio, seduto a un tavolino all’aperto, bastone sul tavolo, sta esaminando dei gioielli con l’occhialino e mangia del pollo fritto Burger King; ogni tanto si lecca le dita 

  1. (a sé) E te pareva
    Sempre drio magnare
    Del resto
    se dixe che in tempi de guera e de carestia
    i avoltoi se ingrasa così tanto che i no i riese pì vo’are
    E sto qua no vo’a de sicuro
    tempo
    Bon
    calma
    sangue fredo
    e vedemo de portar casa quel che me serve

DM (marcato accento napolitano)
Caro Pantalone
qual buon vento

  1. (si italianizza, ma non troppo)
    Ma niente
    Pasavo da ‘ste parti

DM Ma che dite
Voi da queste parti non passate mai
Non avrete bisogno di me per caso

  1. Inutile girarci intorno
    speravo di trovarvi
    e vi ho trovato

DM Ma che succede mai
Tutti mi cercano
tutti mi cercano
E pensare che quando ero ragazzo non mi voleva nessuno
tutti mi evitavano
me ne stavo sempre da solo
e la notte
nel mio lettino
solo le lacrime mi tenevano compagnia
e mi dicevo che le cose dovevano cambiare
a tutti i costi dovevano cambiare
finché ho capito che per cambiare le cose
dovevo prima cambiare me stesso
diventare una persona migliore
Perciò sono quel che sono
e faccio quel che faccio
E ora
vedete bene
non ho più bisogno di correr dietro alle persone
mi siedo qui
e non devo fare altro che aspettare che i pargoli vengano a me
per così dire
pausa
A proposito
come sta il vostro caro figliuolo
E’ così tanto che non lo vedo
Lui sì che passava spesso
un giorno sì e l’altro pure
come si dice

P: Grazie a dio quei tempi sono passati

DM: Eh sì
e anche questi passeranno
Purtroppo
caro Pantalone
e lo lasci dire
purtroppo
Tutti si lamentano che c’è crisi
che c’è crisi
ma per quanto mi riguarda
non ho mai fatto affari come in questo periodo

P: Ah certo
non ne dubito

Coffee shop

In North by North-East (Scarica il PDF), Vit, Icio e Bob passano una sera in campagna dividendosi uno spinello e parlando delle loro vite. Il passato di droga, il modo in cui ne sono venuti fuori, la crisi economica, la mancanza di lavoro, la vita da camionista, la badante ucraina che accudisce la madre di Icio. Ed è da qui che vien fuori l’idea.

Anche se lì c’è la guerra, anche se è pericoloso e in occidente non si sa bene cosa stia succedendo davvero lì, perché non metter su un servizio di trasporti dall’Italia all’Ucraina? È un’idea folle, ma facendo un prezzo più basso degli altri trasportatori, potrebbero guadagnare una barca di soldi..

Sotto una pergola di kiwi; luce crepuscolare; tavolino e tre sedie da giardino spaiate, tutto vecchio e di poco prezzo
Un’inopportuna indicazione di scenografia: far scendere sopra gli attori un numero X di kiwi, a diverse altezze, legati con filo da pesca.
In sottofondo, per tutta la scena, rumore di acqua che scorre (pozzo artesiano); e grilli, zanzare, pipistrelli e tutto il resto di una sera d’estate in campagna – con l’aggiunta del traffico, a ondate, dell’autostrada A4 (tratto VI-PD)

VIT (è in piedi; saggia i kiwi con la mano)
E ora
Xei fati

ICIO (seduto che fa una mesta)
Eh
no’i xè mia mauri ‘ncora
Ghe vo’e altri quindase giorni un mese
Dopo
a te poi vegner tortene quanti che te ghin vui
Tanto
i no’i magno
a me mama no’i ghe piase
L’unica che ‘i magna xé a Lucia

VIT Voe’tieri
Na sporta o do vegno tormene

ICIO Anca ti  eh Bob
Se te ghin vui
basta che te vegni torte’i
St’ano ghi na fato na marea

BOB (in piedi – e quando è in piedi: mani in tasca e una continua leggera oscillazione dx/sx)
Mah
No xè che vaga mato pai kiwi

ICIO E sentate xò
Che te me meti el nervoso in pie

BOB Xè in pie anca Vit

ICIO Sì
ma lu se gà pena alsà
Ti te si in pie da quando che te si rivà

BOB So sentà in furgon tuto ‘l giorno
Deso me sento

Una start-up